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Tipologia: Storia e Cultura
Tempo: 1/2 giornata
Distanza: 30 Km
Descrizione: Esistono
ancora città come Lucca che sono state modellate da un "genio",
il quale le provvide d'una speciale proprietà evocativa per il
tempo dei secoli a venire.
Pur non ostentando spazi di facile suggestione scenografica e mirabilia
concepite per sbigottire le moltitudini al cospetto de' potenti, queste
città, fiorite nelle verdi pianure, turrite e munite senza la pretesa
di farsi prepotenti e bellicose, appartengono a una terra serena, antica
e distante dalle proterve capitali, si presentano ancor oggi dolci, consolatrici
e orgogliose, dispensando quel conforto soave che merita e ottiene solo
chi - cittadino o forestiero che sia - sa come accedere ad un luogo magicamente
progettato dalla storia.
In queste città, dove gli antichi ranghi di potenza militare, di
splendore delle arti, di costume e tradizioni che non tanto hanno lasciato
percorribili rovine o tabernacoli imbalsamati da fotografare, quanto piuttosto
il senso profondo di una civiltà che possiede risorse per proseguire
nel proprio sviluppo, ci si deve recare senza l'ansia spasmodica di ricercarvi
il monumento da vedere a tutti i costi.
Perché non lo si troverà o per lo meno non nelle forme attese
e consuete. Di Lucca queste cose si favoleggiano: di quello che essa non
manifesta rispetto ad altre città più note ai baedeker e
che la rende remota e inappetita dalle brame dei lanzichenecchi del turismo.
Per conoscere Lucca si deve seguire la guida invisibile di quel genio
giocoso attraverso il magico reticolo delle sue strade e lo spalancarsi
di certi suoi silenzi notturni negli slarghi sorvegliati dai palazzi antichi,
e scoprire le sue chiese sorprendenti, incistate nei muri delle vie o,
inattese dietro il girar di una cantonata, troneggianti nel mezzo di una
piazza che a malapena le contiene, e soggiacere alla pacifica maestà
delle Mura, da ogni parte le si guardi e comunque le si percorra.
Questo altro di Lucca si racconta nel mondo: che la sua chiave non sta
nei manuali, bensì nell'andare vagando a ricomporre i brani nascosti
nella sua civiltà, non solo nell'architettura e nelle arti figurative,
non solo nella lettura dell'opus urbanistico, ma anche nel quotidiano
naturale della gente che ci vive e ci lavora.
E tra le pagine di questo testo al visitatore non arrogante e frettoloso
piacerà il culto discreto del commercio e del "tener bottega",
che trova a Lucca una Mecca, poco levantina per la verità perché
qui il gusto per il "banco" non è apparentato con la
contrattazione, ma si sposa con il garbo del porgere la mercanzia con
orgoglio e senza imboniture; in questo il lucchese è bravo per
antico ingegno sia che tratti stoffe, profumi, argenti o granaglie e salumi;
e ha fatto scuola.
In particolare la città storicamente disegnata dal commercio, ma
ancor più la sua radicata tradizione nell'esercizio dell'arte di
"tener bottega" svolgono una funzione primaria nella conservazione
della sua immagine; l'autorità e l'apprezzamento di questa immagine,
la sua rarità, sono elementi eccezionali cui vale la pena di prestare
attenzione, così come la si presta ai grandi temi della cultura
del territorio che costituiscono il patrimonio di una civiltà.
E di tutto questo essere fieri.
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