Un lungo e incantevole arenile si estende lungo la costa della Versilia, lambendo le acque cristalline del Mar Tirreno. Alle sue spalle, l'entroterra è protetto dalle maestose Alpi Apuane, montagne imponenti ma al contempo accessibili e ricche di fascino.
Se tutta la costa è un vero e proprio paradiso di comfort e intrattenimento, l'interno saprà stupirvi con la sua straordinaria ricchezza di arte, cultura e tradizioni.
Qui ogni angolo racconta una storia, patrimonio intangibile che si intreccia con la vita quotidiana.
La Versilia offre l’opportunità di alternare serate di puro divertimento a momenti di assoluto relax.
Tra le sue meraviglie, ogni ospite avrà l’imbarazzo della scelta: dalle passeggiate romantiche tra i suoi borghi, alle escursioni immerse nella natura, dalle eleganti serate di gala, alle notti in discoteca, senza dimenticare le cene in raffinati locali o in trattorie tipiche per assaporare la vera tradizione locale.
La Versilia incontra i gusti di proprio tutti: ragazzi giovani, famiglie, anziani, escursionisti, sportivi, surfisti, coppie e viaggiatori solitari.
Questa guida vi accompagnerà passo dopo passo nella scoperta di una destinazione unica, aiutandovi a pianificare la vostra vacanza in modo che possiate vivere un’esperienza completa e indimenticabile.
Dopo averla letta, non vi resterà che preparare i bagagli e venire a scoprire di persona tutto ciò che la Versilia ha da offrire.
L'origine del nome "Versilia" risale all'idronimo Ves(s)idia, derivato dall'antico termine germanico Wesser/Wasser (che significa "acqua"). Nel corso dell'alto Medioevo, attraverso un processo di dissimilazione consonantica, si arrivò alla forma "Versilia".
Il nome fu dato alla regione principalmente dal canale di Ruosina che storicamente corrispondeva al fluvius Vesidia della "Tabula Peutingeriana", il quale nei pressi di Seravezza, si congiungeva con il Riomagno, proveniente dal versante sud del Monte Altissimo.
Il corso del fiume, tuttavia, non era quello che vediamo attualmente. Esso scendeva da Seravezza, si spingeva nella valle passando poco a sud-ovest del sito dove poi sorse la città di Pietrasanta, prendendo in quel tratto il nome di "Sala", dall'omonimo colle sovrastante. Proseguiva poi nella pianura, fino a sfociare nella foce di Motrone.
Si può quindi dire che il suo corso seguiva in modo perfetto il cuore della Versilia.
La Versilia è una terra dalla storia antichissima, abitata dall’uomo già 40.000 anni fa.
Le sue origini infatti affondano nella preistoria, quando il territorio era popolato da comunità nomadi dedite alla caccia e alla raccolta. Testimonianze di questa presenza sono emerse all’interno della Buca del Tasso, a Metato, vicino a Camaiore, dove sono stati rinvenuti utensili in pietra, schegge e punte.
Nello stesso sito è stato scoperto anche un femore appartenente a un bambino neanderthaliano.
Nel Mesolitico, durante la fase più rigida dell’ultima glaciazione, l’Homo sapiens sapiens fece la sua comparsa nella zona di Massaciuccoli, allora caratterizzata da una vegetazione di betulle e abeti.
Con l’arrivo del Neolitico, il clima si riscaldò e il livello del mare si innalzò, sommergendo alcune pianure, tra cui la Val Freddana e l’area di Camaiore.
L’Età del Bronzo vide il consolidarsi dei primi insediamenti stabili, con villaggi di capanne circolari costruite su terrazzamenti a mezza costa, vicino alle vie di comunicazione di fondovalle.
Importanti reperti di questo periodo sono stati rinvenuti nel territorio di Parania, vicino a Massa, e a Colle alle Banche, presso Valdicastello Carducci. Tra questi spiccano manufatti agricoli, armi, oggetti personali e un utensile litico utilizzato per la fusione di coltelli.
All’inizio dell’Età del Ferro, la linea costiera era arretrata di circa due chilometri rispetto a quella attuale, delineando un paesaggio profondamente diverso da quello odierno.
A partire dal VII secolo a.C. la Versilia, come il resto della Tuscia, fu interessata dalla presenza etrusca.
Gli Etruschi lasciarono segni evidenti della loro presenza, come reperti archeologici e resti di necropoli, testimoniando la loro influenza sulla regione.
Tra gli oggetti di uso quotidiano ritrovati domina il bucchero, la tipica ceramica nera.
La denominazione etrusca non fu pacifica, già nel III secolo, le popolazioni ligure-apuane che scendevano dalla Pianura Padana, si insediarono lungo le Alpi Apuane.
Con l’espansione di Roma, tra il III e il II secolo a.C., la Versilia entrò nell’orbita della Repubblica Romana, trasformandosi in un’area strategica per il controllo delle vie commerciali e militari.
I Romani costruirono infrastrutture fondamentali, tra cui strade e acquedotti, favorendo lo sviluppo economico e l’integrazione della regione nel vasto mondo romano.
Nel I secolo a.C., iniziò la bonifica della zona litoranea, con l'esecuzione di alcune opere come la costruzione di importanti opere pubbliche come le “Fossae Papirianae”, parallele alla medioevale “Via Regia”.
Massarosa e Massaciuccoli sono le aree nelle quali sono più massicce le testimonianze della presenza romana in questi luoghi. Ad esempio, ancora oggi possiamo vedere la splendida villa a Massaciuccoli e le terme annesse.
In questo stesso periodo furono messe in servizio anche alcune cave di marmo.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel V secolo, la regione fu soggetta a invasioni barbariche, in particolare da parte dei Goti e successivamente dei Longobardi, che portarono profondi cambiamenti nella struttura sociale ed economica del territorio.
Durante l’Alto Medioevo, la Versilia divenne parte del Ducato di Lucca sotto il dominio longobardo e, successivamente, passò sotto il controllo del Sacro Romano Impero.
In questo periodo, il territorio era caratterizzato da piccole comunità agricole e monastiche, con abbazie e chiese che giocavano un ruolo centrale nella vita sociale e culturale. L’influenza dei monaci benedettini e dei vescovi lucchesi contribuì alla diffusione del cristianesimo e alla nascita dei primi nuclei urbani.
Sorsero le chiese di S. Giovanni e S. Felicita di Valdicastello, di S. Giovanni e S. Stefano di Vallecchia, come pure di S. Stefano di Camaiore, di S. Ambrogio e S. Pantaleone di Elici e di S. Lorenzo di Massaciuccoli, chiese che costituiscono le cinque pievi paleocristiane della Versilia.
Nel 560 e 570, furono costruite dai bizantini due chiese.
Si tratta della chiesetta di S. Apollinare sul Monte Quiesa, (Giesa nel dialetto tosco-ligure significa “chiesa”) e di un'altra chiesa che sorgeva presso Porta Beltrame e che, più tardi, fu fatta demolire da Napoleone per allargare il piano stradale.
Il nome della città è sufficiente a farci capire quali siano state le sue origini.
Forte dei Marmi sorge, infatti, dove finiva la strada fatta costruire per volere di Michelangelo Buonarroti, attraverso la quale trasportava i marmi provenienti dalle Apuane.
La prima costruzione, della quale si abbia notizia, è appunto il "Magazzino dei marmi" voluto da Cosimo I dei Medici nel 1618 e ancora oggi parzialmente visibile sulla Strada Provinciale.
Intorno a questa prima costruzione nacque ben presto un piccolo borgo di pescatori e naviganti che assunse dimensioni maggiori quando, a piccoli passi, fu bonificata la campagna circostante e fu eretta una costruzione fortificata che indusse molti nuclei a spingersi verso la costa divenuta più vivibile e sicura.
Si svilupparono progressivamente numerose attività tra cui quella della cantieristica che si affiancò a quella dei carratori che trasportavano i marmi all'imbarco.
Solo nell'800, i nobili toscani, scoprirono Forte dei Marmi come località turistica e contribuirono così alla nascita dei primi stabilimenti balneari, che in futuro, costituirono la principale attività cittadina.
A poco a poco si crearono le condizioni perché la città si staccasse da Pietrasanta, dalla quale dipendeva, e divenisse Comune autonomo nel 1914.
Da allora, nonostante innumerevoli difficoltà, tra cui la Seconda Guerra Mondiale, la città sviluppò la propria vocazione turistica divenendo l'importante centro che tutti conosciamo e raggiungendo il suo massimo splendore negli anni 60 allorché fu eletta quale dimora estiva delle più prestigiose famiglie italiane che eressero le loro ville nella pineta di Roma Imperiale.
Le origini di Pietrasanta possono essere fatte risalire alla metà del XIII secolo quando il podestà di Lucca, Guiscardo da Pietrasanta, vi concentrò i soldati della soprastante Rocca di Sala e del vicino borgo di Brancagliano, dopo che ebbero distrutto i castelli di Corvaia e Vallecchia.
Già da allora la città fu caratterizzata da uno schema ortogonale che rappresenta, in Toscana, il primo esempio d'urbanistica programmata.
L'ubicazione fu certamente influenzata dalla vicinanza dell'approdo marittimo di Motrone che assunse una certa rilevanza nel XI secolo. Subito dopo la sua fondazione passò in mano ai pisani che ne tennero il controllo fino al 1267 e ne tornarono padroni dal 1312 al 1314.
Il periodo di maggiore sviluppo fu sotto il governo di Castruccio Castracani, il quale, nel 1324, fece costruire la "Rocchetta". Nello stesso periodo si edificò anche la "Rocca Ghibellina”, ristrutturando la già esistente "Rocca di Sala".
Sorsero inoltre il Duomo e il convento di S. Agostino, nonché il Palazzo Pretrorio. Dopo la morte di Castruccio Castracani la città su assegnata in Ducato alla vedova ma in seguito, fu data in pegno a Genova insieme allo scalo marittimo di Motrone e a 150.000 ducati d'oro.
Verso la metà del 1300 fu distrutta in buona parte da un incendio ma fu prontamente ricostruita grazie a validi aiuti dei fiorentini che, in quel periodo, ne detenevano il controllo.
Passata nuovamente sotto il dominio di Lucca nel 1400, alla comunità di Pietrasanta furono donate alcune terre confiscate ai signori di Corvaia e Vallecchia.
A causa di alterne vicende, la città passò in mano a Genova che ne assunse il controllo per più di mezzo secolo quando nel 1484 fu occupata dai fiorentini.
Dieci anni dopo, Piero dei Medici, figlio di Lorenzo, consegnò questa terra al Re di Francia Carlo VIII.
Il duca d'Antragos, governatore del Re di Francia, ne restituì il controllo ai lucchesi in cambio di 29.000 ducati d'oro. In questo periodo la città conobbe vari padroni fino a che il Papa leone X, arbitro della disputa tra Lucca e Firenze, assegnò Il territorio di Pietrasanta a quest'ultima.
Gli anni a venire, rappresentarono un periodo di prosperità, grazie anche all'apertura delle cave di marmo ad opera di Michelangelo Buonarroti, all'apertura di alcune miniere di ferro e alla bonifica della campagna da attribuirsi all'impegno di Cosimo I dei Medici.
Nella seconda metà del 1700, con l'avvento dei Lorena al trono di Toscana, la città cambiò la sua denominazione di Capitanato, in quella di Vicariato Regio.
Pietro Leopoldo ne promosse l'ulteriore espansione economica, dando un nuovo assetto al territorio, operando nuove bonifiche e migliorando il già esistente acquedotto. Incentivò inoltre, la costruzione di alberghi e case rurali e concesse agevolazioni fiscali e doganali.
La ripresa economica e culturale di Pietrasanta, conobbe una battuta d'arresto quando nel 1799, la Versilia fu invasa dai francesi e, in seguito alla pace di Lunéville fu annessa all'Impero francese in quanto territorio facente parte del Regno d'Etruria.
Dopo la caduta dell'Impero Napoleonico e il ripristino degli antichi ordinamenti, lo sviluppo riprese e la città divenne importante centro economico e culturale legato soprattutto all'estrazione dei marmi delle Apuane.
Sulla piazza del Duomo, arricchito da nuove opere di pregevole fattura, sorse la statua al granduca Leopoldo II che aveva dichiarato Pietrasanta Città Nobile.
Nel 1842 fu aperta la scuola per la lavorazione artistica del marmo (tutt'oggi attiva) e in pochi anni fiorirono una miriade di laboratori. La città perse in seguito la denominazione di Vicariato Regio a favore di quello di Mandamento di Pretura. Con l'Unità d'Italia questo ordinamento rimase invariato.
La storia della città di Camaiore risale circa al 190 a.C. quando i Romani, fondata Lucca, decisero di edificare alcune fortificazioni ai piedi del monte Prana.
Sorse così la Colonia Lucensis nella grande pianura (Campus Maior) da cui deriva il nome Camaiore. Dopo la caduta dell'Impero d'Occidente, il territorio fu sottoposto a innumerevoli invasioni barbariche soprattutto condotte da Goti e Bizantini.
Lucca riprese il controllo della città con l'aiuto dei Longobardi e, con il diffondersi del Cristianesimo, sorsero le prime chiese come la Pieve di S. Maria e S. Stefano.
Potenti signori feudali sottrassero ai lucchesi il dominio della città di Camaiore che, intorno al 1230, tornò a essere inclusa tra i comuni di Lucca dei quali divenne capoluogo nel 1308.
La città, non sufficientemente protetta, dovette subire altre dominazioni come quella dei Pisani e nuove distruzioni come quella da parte di mercenari tedeschi nel 1329.
Gli anziani di Lucca, ripreso ancora una volta il controllo della città, decisero l'edificazione delle mura, la cui costruzione terminò nel 1380. Ciò non fu abbastanza da proteggere i Camaioresi, che, intorno al 1440, caddero preda di Francesco Sforza e subirono la dominazione dei fiorentini.
La città tornò sotto Lucca nel 1470 e nel 1532 fornì prova della sua fedeltà sedando la rivolta detta "degli straccioni". Per celebrare questa vittoria, e per riconoscenza al popolo camaiorese, fu fatto erigere l'Arco Trionfale fuori della Porta Lombricese.
Tuttavia nel 1620 Camaiore perse il titolo di capoluogo della Vicaria e con esso molti territori a favore di Viareggio che, in quel periodo, assunse una maggiore rilevanza per i traffici commerciali di Lucca. Nel 1801 per volere di Napoleone Bonaparte si costituì la nuova repubblica lucchese.
Dopo l'era napoleonica, Maria Luisa di Borbone governò fino al 1824. Alla sua morte subentrò il figlio Carlo Ludovico.
Nel 1847, la città passò a far parte del Granducato di Toscana sotto Leopoldo II, e nel 1860 ci fu il plebiscito con il quale fu annessa al neonato Regno d'Italia.
Circa mille anni fa, il suolo su cui oggi sorge Viareggio era sommerso dal mare. L'entroterra, intriso di acqua stagnante e maleodorante, costituiva una vasta palude infestata da zanzare e dalla malaria. Questo territorio, che si affacciava sul mare, era il punto di sbocco dei lucchesi, che nel 1171, dopo alcune dispute con i pisani, decisero di difenderlo costruendo un castello cilindrico alto circa 40 metri.
Vi si accedeva tramite una strada poco agevole, che successivamente prese il nome di Via Regia. Secondo alcuni, è proprio nel nome di questa strada che si trova l'origine del toponimo della città.
Nel 1460, i lucchesi intrapresero un'opera di bonifica delle terre circostanti, offrendo appezzamenti di terreno a chi, sfidando la malaria e le incursioni dei pirati, partecipava a questi lavori. L'ingegnere Lionello, incaricato della bonifica, ottenne però scarsi risultati. Nonostante le difficoltà climatiche, l'approdo migliorò lentamente, permettendo l'ingresso delle merci che giungevano dal mare verso Lucca.
A causa delle preoccupazioni per la sicurezza e per il timore dei pisani, intorno alla metà del 1500, il Senato di Lucca ordinò la costruzione di una nuova fortificazione più vicina al mare, per proteggere il canale. È la torre, ancora oggi perfettamente conservata, conosciuta come "Torre Matilde".
Nei primi anni del 1600, Viareggio si configurava già come un centro abitato vero e proprio, tanto che venne dichiarato "porto franco". Nel 1617 divenne capoluogo della Vicaria del litorale. Nel corso del 1700, grazie a nuove opere di bonifica, Viareggio conobbe un'importante espansione territoriale e demografica, alimentata anche dal fiorire di attività come l'agricoltura e la cantieristica navale. In questo periodo, la città ottenne il rango di Comune, con il diritto di riunirsi in consiglio.
Con l'avvento dell'era napoleonica, attratti dal clima favorevole e dai bagni di mare, nobili e signori arricchirono l'abitato con nuove e splendide costruzioni architettoniche, che ancora oggi abbelliscono le vie e le piazze del centro.
Anche se la balneazione era già in uso da tempo, i primi stabilimenti balneari risalgono al 1823, quando furono aperti il Dori e il Nereo. Tuttavia, l'accesso era separato per i due sessi. Nel 1860, la Lucchesia e Viareggio entrarono a far parte del Regno d'Italia.
Verso la fine del 1800, sorsero nuovi stabilimenti balneari come il Nettuno e il Balena, mentre il lungomare venne abbellito con edifici in stile Liberty. In questo periodo, Viareggio acquisì una notevole valenza culturale e turistica, un prestigio che né le due guerre mondiali, né l'avvento del fascismo e la proclamazione della Repubblica Italiana sono riusciti a intaccare.
"All'Eterno Padre, mentre passava, durante la creazione, ad elargire sul mondo i tesori della Sua opera, giunto che fu su questo lembo di terra, si ruppe il fondo del sacco e gran copia di bellezze d'ogni genere lasciò cadere su di essa".
La nascita di questa terra veramente benedetta da Dio non può che essere stata così.
Il suo mare e le meravigliose spiagge, il piano fiorente e ubertoso, i dolci colli, le ridenti cittadine e gli stupendi monti biancheggianti di marmi, insieme fusi, in un’incomparabile armonia, formano una delle contrade più attraenti ed esclusive d'Italia, la Versilia.
La sua estensione è di circa 165 Kmq: la costa, sabbiosa e con fondale basso, si sviluppa per 20 Km e le montagne raggiungono più di 1800 m di altitudine.
È delimitata a nord dalla foce del Cinquale, a est dal crinale delle Alpi Apuane, a sud dal lago di Massaciuccoli e a ovest dal Mar Tirreno.
La Versilia storica è composta dai comuni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema, mentre per la parte restante nei comuni di Camaiore, Massarosa e Viareggio. Tutti quanti appartengono amministrativamente alla provincia di Lucca. La Versilia storica è rimasta appartenente alla Diocesi di Pisa al contrario di Camaiore, Viareggio e Massarosa che fanno parte di quella di Lucca.
Il territorio è reso fertile da una fitta rete di torrenti e canali che lo attraversano; il più importante (che assegna il nome alla zona) nasce dalla confluenza tra il Serra ed il Vezza e sfocia in mare nei pressi del Cinquale dopo un tortuoso percorso di 15 km.
Lungo la costa, a pochi metri dal mare, si trovano innumerevoli pinete che si estendono per chilometri. Quella forse più rinomata, il parco della Versiliana (80 ettari), si trova a Marina di Pietrasanta ed è stata resa celebre da alcune poesie del poeta Gabriele D'Annunzio che vi soggiornò e ne fu ispirato.
Nelle pinete, in generale, si concentrano molte attività ricreative: maneggi, campi da tennis, piste ciclabili, giostre, spazi per picnic, etc.…
Pietrasanta, situata a circa 3 km dal mare, è storicamente la città capoluogo della Versilia.
Detta "la piccola Atene" per via delle ricchezze artistiche e culturali, è resa ancora più interessante dal circondario che è l'ideale per escursioni ricche di storia e di fascino.
La frazione situata sul mare (Marina di Pietrasanta), suddivisa tra Fiumetto, Tonfano, Focette e Motrone, permette un soggiorno tranquillo anche al più esigente dei turisti.
Forte dei Marmi, con i suoi locali e negozi d'alta classe, è riuscita a selezionare un turismo d’élite ed è una delle mete turistiche più esclusive e mondane della riviera. Passeggiando per le sue strade o frequentando i locali non è per niente difficile incontrare VIP o celebrità.
I comuni di Seravezza e Stazzema, a pochi chilometri dal mare, nel declivio delle Alpi Apuane, formano l'Alta Versilia. Costi ridotti, tranquillità, clima d'altura sono le carte vincenti per accogliere un turismo sempre più crescente.
Camaiore, con la vastità del suo territorio, offre una varietà di opzioni per i suoi numerosi turisti che possono scegliere se soggiornare nei pressi del mare o nell'entroterra.
Viareggio, grazie ai caratteristici edifici in stile liberty viene definita "La perla del Tirreno" ed è famosa soprattutto per il Carnevale che si svolge in inverno e richiama turisti da tutta Italia e dall'estero.
Per questo è riconosciuta, anche se impropriamente, come la città capoluogo della Versilia. A renderla ancora più nota contribuiscono i cantieri navali dai quali escono alcune delle più eleganti imbarcazioni presenti sul mercato navale.
Massarosa, situata nell'entroterra, possiede caratteristiche paesaggistiche e culturali assai diverse rispetto alle zone rivierasche. In questi luoghi, dove si hanno notizie d'insediamenti umani che risalgono al paleolitico, il turista ha la sensazione di trovarsi in un'oasi prettamente toscana.
La presenza del lago di Massaciuccoli - il "caro bozzo" di Giacomo Puccini- e affascinanti e incantevoli paesaggi, verdi colline ricoperte da vigneti e oliveti, sublimi viste panoramiche, il tutto arricchito da una cucina fantastica, fanno della zona una meta ambita per i turisti desiderosi di evitare la più caotica vita della riviera.
Da cornice alla Versilia, il parco delle Alpi Apuane nel quale sono possibili escursioni guidate, alpinismo, trekking o soggiorni nei numerosi rifugi.
Qui il turista può fondersi completamente con il paesaggio. Su queste montagne, dove la gente è più genuina, dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove regna una pace dal sapore quasi mistico, si nascondono le tradizioni più radicate e, volgendo lo sguardo verso il mare, ci si può rendere veramente conto di trovarsi in un autentico angolo del Paradiso.
La Versilia è soprattutto mare, sole, paesaggi e chilometri di arenile riccamente attrezzato per garantire la più spassosa delle vacanze.
Discoteche e locali animano le notti versiliesi, attirando giovani e meno giovani in una girandola di emozioni esilaranti.
Giochi in acqua di giorno, serate in allegra compagnia e divertimenti di ogni genere sono le prerogative che seducono ogni anno migliaia di turisti da tutta Europa.
Ma, a un esame più attento, la Versilia è anche un elegante, raffinato contenitore di cultura, spettacolo e soprattutto di storia.
Non è possibile stilare un elenco esaustivo dei monumenti, teatri, musei presenti nella zona.
Ci limiteremo, in queste pagine, ad accennare solo le cose che ci sembrano più interessanti dal punto di vista turistico, lasciando alla vostra curiosità il piacere di scoprire quello che farà del vostro soggiorno una vacanza indubbiamente indimenticabile.
Se amate l'arte marmorea, dovete sicuramente inserire nel vostro itinerario la città di Pietrasanta dove si concentra la gran parte dei laboratori nei quali i blocchi di marmo divengono opere d'arte apprezzate in tutto il mondo. Alcuni di questi posti sono anche visitabili.
Ogni chiesa, ogni piazza, ogni strada raccoglie testimonianze artistiche di gran rilievo.
In piazza del Duomo una lapide ricorda che Michelangelo Buonarroti, maestro indiscusso di scultura, soggiornò a Pietrasanta per scegliere i marmi che avrebbero impreziosito la facciata di San Lorenzo, a Firenze.
Se siete cultori della musica lirica vi consigliamo di raggiungere Torre del Lago Puccini, dove è possibile visitare la casa nella quale Giacomo Puccini compose alcune delle sue più celebri opere.
È qui che è nata, per esempio, "Madama Butterfly".
Guardando il lago, lasciandosi cullare dalla pace che vi regna, è facile immaginare l'influenza che il luogo deve aver avuto sulle melodie che ancora oggi ci fanno sognare.
A pochi passi dalla villa si trova un grande teatro all’aperto, che ospita ogni estate prestigiosi concerti lirici nell’ambito del Festival Puccini.
Se la letteratura è la vostra passione, saprete sicuramente che la Versilia ha dato i natali a Giosuè Carducci.
Appena entrati nel centro del paesino di Valdicastello si può vedere sulla destra la casa dove il poeta visse i primi anni della sua vita (oggi museo).
Carducci visse qui solo i primi anni ma rimase legato al paese di origine che tornerà brevemente a visitare nel corso della sua vita.
In Versilia e precisamente nel Parco della Versiliana, soggiornò anche Gabriele Dannunzio.
Attorno alla villa dove nacquero celebri poesie come La pioggia nel pineto e Versilia, si svolge oggi una vivace stagione culturale estiva che richiama artisti e intellettuali da tutta Italia e dall’estero.
Se siete amanti delle tradizioni e delle rappresentazioni medievali, vi segnaliamo il "Palio dei micci" che si tiene la prima domenica di maggio a Querceta. Le varie contrade cittadine sfilano in costumi medievali con la coreografia dei musici e degli sbandieratori.
In maniera simile a quello che avviene a Siena, la giornata si conclude con una corsa equina presso lo stadio dei Marmi. L'unica differenza è che i fantini cavalcano asini.
Una rappresentazione da non perdere assolutamente è il Presepe vivente che si svolge nel periodo natalizio e al quale prendono parte tutti gli abitanti dell'antico paesino di Nocchi, a Camaiore.
Non serve invece presentare il celebre Carnevale di Viareggio, conosciuto e amato ovunque per i suoi spettacolari carri allegorici e la satira politica pungente.
Se la storia vi affascina sono moltissimi gli itinerari che potremmo segnalarvi.
La Versilia, essendo abitata sin dalla preistoria, quando il mare ancora lambiva le Alpi Apuane, custodisce ancora le testimonianze dei tempi passati. I numerosi musei della zona raccolgono reperti che vanno dagli oggetti funerari preistorici al vasellame romano, passando per utensili agricoli e artigianali.
Vogliamo citare solo a titolo di esempio il paesino di Massaciuccoli situato sulla riva del lago omonimo nel comprensorio di Massarosa. Qui potrete ammirare i resti di antiche terme e ville romane che convivono con l'attuale centro abitato incorniciate in un suggestivo ambiente palustre.
Un altro paesino ricco di storia è sicuramente S. Anna di Stazzema il quale, durante l'ultima guerra, fu teatro di uno dei più efferati eccidi condotti dalle truppe naziste nei confronti della popolazione civile.
Per arrivare da Pietrasanta si sale lungo la Via Sarzanese, deviando poi su una strada panoramica che attraversa uliveti che, all’aumentare della quota, si trasformano in castagni.
Si incontrano i paesini di Monteggiori e La Culla e, su in cima, circondato da verdeggianti montagne il paese di S. Anna.
Qui si può visitare il Museo della Resistenza e salire per un sentiero al Monumento Ossario, in memoria delle vittime.
Se amate la natura, i luoghi freschi e la montagna, le Alpi Apuane sono il vostro regno.
Gli innumerevoli rifugi nascosti tra i boschi e le vallate, rappresentano un nido sicuro per l'escursionista che senza ombra di dubbio potrà trovare in questo paradiso pace e tranquillità.
L'alba sulla "Pania della Croce", la montagna regina delle Apuane, è un classico delle escursioni montane di questa zona: il sole che sorge tingendo le valli di rosa, regala emozioni indimenticabili.
In auto
La Versilia è servita in maniera ottimale dalla rete autostradale arrivando da qualsiasi direzione.
Sono quattro i caselli autostradali interessati: Versilia, Viareggio, Pisa Nord e Massarosa.
Per informazioni:
Indicazioni in base alla provenienza:
In treno
In Versilia si trovano sei stazioni ferroviarie:
Per maggiori informazioni, orari e biglietti: Trenitalia
In aereo
Il più vicino aeroporto alla Versilia è lo scalo internazionale Galileo Galilei di Pisa.
Pisa dista dalla Versilia circa 25 chilometri ed è facilmente raggiungibile in autobus o in treno.
A 5 Km da Forte dei Marmi (località Cinquale) è presente un piccolo aeroporto da turismo con pista in erba. Esso può essere utilizzato sia per visite dall'alto della Versilia sia per il servizio di aerotaxi.
Per informazioni: Aeroporto Galileo Galilei
In nave
L'unico approdo in Versilia è il porto di Viareggio, con più di mille posti ormeggio.
Come indicato nella carta nautica 909/28 dell'Istituto Idrografico della Marina Militare di Genova, le coordinate sono 43°51',69 N 10°14',08 E.
Per informazioni è possibile contattare la Capitaneria di Porto al numero telefonico 0584 43931. Ascolto radio: Canale 16 VHF.
La Versilia gode di un clima particolarmente temperato, che la rende una meta ideale per le vacanze durante tutto l'anno. Le giornate di sole sono una costante, con una media di circa 270 giorni di sole all’anno, che contribuiscono a un clima mite e piacevole. Durante l’estate, le temperature medie si aggirano intorno ai 24,5°, mentre in inverno scendono a una media di 9,4°, rendendo la zona ideale sia per una fuga estiva che per una sosta invernale.
In estate, l’acqua marina può arrivare a toccare i 30°, garantendo un'esperienza balneare particolarmente confortevole. La salinità dell'acqua in profondità è intorno al 3,85%, mentre la temperatura della sabbia in superficie può raggiungere i 50°, rendendo le giornate in spiaggia davvero calde, ma anche perfette per chi ama il calore del sole.
Un aspetto che distingue la Versilia è la sua particolare geografia, che combina il mare e la montagna in un panorama unico. La vicinanza tra il litorale e le Alpi Apuane crea un contrasto affascinante. Ad esempio, dal pontile di Forte dei Marmi, sulla costa, alla vetta del Monte Pania della Croce, che raggiunge i 1859 metri di altitudine, la distanza in linea d'aria è di soli 15 chilometri. Questo fa sì che la zona goda di un microclima che regala una moderata calura durante l'estate, pur essendo baciata dal mare. In caso di giornate particolarmente calde, è possibile trovare refrigerio nelle zone collinari della Versilia. Località come Seravezza e la zona collinare di Camaiore offrono un'aria più fresca e piacevole, ideali per chi cerca un po' di sollievo dal caldo estivo.
In inverno, invece, l'immensa massa d’acqua del mare cede il calore accumulato nei mesi più caldi, mitigando i rigori tipici della stagione.
Grazie a questo fenomeno, le temperature invernali sono generalmente più moderate rispetto a quelle delle zone interne e montuose.
Questa particolare interazione tra mare e montagna rende la Versilia non solo un luogo di relax e divertimento, ma anche un'area ideale per chi cerca una destinazione che offre un equilibrio perfetto tra un clima caldo e gradevole e l'opportunità di godere delle bellezze naturali della montagna, sia in estate che in inverno.
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