Camaiore è un borgo toscano ai piedi delle Alpi Apuane, a pochi chilometri dal litorale di Lido di Camaiore.
Nel centro medievale le sagre e le feste gastronomiche animano le vie, mentre le antiche frazioni come Casoli, Pedona, Montemagno conservano le autentiche atmosfere Toscane.
I monumenti cittadini
In passato, Camaiore fu un importante centro agricolo e commerciale, arricchendosi di pregevoli testimonianze storico-artistiche.
Tra queste spicca la splendida Collegiata di Santa Maria Assunta, situata nella centrale Piazza San Bernardino.
La chiesa, in puro stile romanico toscano, risale al 1278, sebbene sia stata modificata nei secoli successivi.
L’attuale assetto è il risultato di interventi realizzati tra il XVI e il XVII secolo. Recenti restauri hanno riportato alla luce l'originale sobrietà della facciata a capanna, realizzata in blocchetti di pietra grezza. Particolarmente pregevole è il piccolo rosone a dieci braccia.
L’interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate con altari laterali.
Tra i tesori della chiesa si annovera un organo del Cinquecento, uno dei più antichi della regione, purtroppo non funzionante. L’altare maggiore in marmo, opera di Giovan Battista Stagi (1659), è decorato con formelle raffiguranti i Misteri del Rosario. Dietro il presbiterio si trova un raffinato coro ligneo del XVII secolo.
Nella navata destra è conservata una tela di Antonio Maria Marracci raffigurante la Madonna del Carmine, mentre in quella sinistra si trova una pala di Pietro Dandini (XVII secolo) con l'Ultima Cena. Nel terzo altare a sinistra è situato un magnifico crocifisso ligneo del Trecento.
Il battistero, ricavato in una navata, custodisce un piccolo sarcofago romano adattato a fonte battesimale, mentre al centro dell'edificio si trova una seconda vasca risalente al XIII secolo.
Accanto alla chiesa si erge l’alta torre campanaria, coronata da monofore e sormontata da un cupolino del 1350, che insiste sulla navata sinistra. Adiacente alla Collegiata si trova anche il Palazzo del Vicario.
Via della Muretta conduce ai resti delle antiche mura merlate, tra cui spiccano la Porta San Pietro, decorata con affreschi, e l'Arco della Vergine, due delle testimonianze più significative del passato cittadino.
La Chiesa di San Michele, situata nei pressi della sede dell'omonima Confraternita, è un piccolo gioiello di arte romanica del XII secolo. Distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1944, è stata successivamente ricostruita rispettando le linee architettoniche originali.
La Badia di San Pietro, fondata dai monaci benedettini nell’VIII secolo e ricostruita nel XII, presenta elementi aggiunti nel XIV secolo. Accanto alla facciata, una possente arcata è ciò che resta delle mura merlate del XIII secolo.
L’interno, di impianto romanico, è a tre navate con colonne squadrate e archi a tutto sesto. Le prime due colonne a sinistra conservano tracce di affreschi attribuiti alla scuola giottesca.
Nei dintorni di Camaiore, in località Pieve, si trova una chiesa romanica accessibile tramite una suggestiva scalinata: la Pieve dei Santi Stefano e Giovanni a Pieve.
Si tratta di una delle più antiche chiese della Versilia, fondata nell’810 dal longobardo Odolberto. Della struttura originaria rimangono alcuni lacerti murari sulla facciata e nel muro della navatella sinistra.
La facciata presenta un elegante portale quattrocentesco sormontato da una lunetta, mentre nella parte superiore si apre una semplice bifora. L’interno, a tre navate con archi a tutto sesto, ha mantenuto il suo impianto romanico nonostante i successivi rimaneggiamenti. Di particolare interesse architettonico sono il presbiterio rialzato e l’abside, ornata da tre monofore.
Tra le opere d'arte più significative spicca il trittico di Battista da Pisa (1443), raffigurante la Madonna in trono con Bambino, santi e vescovi. Un sarcofago romano del III secolo è stato riadattato in epoca medievale a fonte battesimale.
La Chiesa dell'Immacolata Concezione e di San Lazzaro è stata edificata nel 1610 insieme al convento annesso. Di fronte all'edificio si trova la Cappellina del Crocifisso, eretta in memoria della sosta, alla fine del Trecento, di una compagnia penitenziale dei Bianchi.
La chiesa presenta una struttura monastica con un elegante portico a doppio ordine, attraverso il quale si accede anche al chiostro, dove numerose lapidi testimoniano le sepolture di diverse famiglie nobili camaioresi. L’interno, a navata unica, ospita sei altari laterali e un maestoso altare maggiore risalente al 1627, sormontato dalla statua dell'Immacolata. Particolarmente degni di nota sono il coro ligneo e i mobili della sacrestia.
Tra le opere pittoriche conservate nella chiesa, spicca una pala raffigurante i Santi Giorgio, Bernardino, Francesco e un quarto santo non identificato, realizzata nel 1651 dal pittore lucchese Tiberio Franchi.
Un’altra opera di rilievo è la pala centinata raffigurante lo Sposalizio mistico di Santa Caterina d'Alessandria con Santi, copia di un dipinto di Fra’ Paolino, realizzata nel 1622 dalla suora domenicana Aurelia Fiorentini.
L’organo a canne, costruito nei primi anni 2010 da Nicola Puccini, è a trasmissione interamente meccanica e dispone di 10 registri su due manuali e pedale, arricchendo ulteriormente il patrimonio artistico e musicale della chiesa.
Una delle architetture civili più importanti di Camaiore è il Teatro dell’Olivo.
Il teatro, situato nel centro storico di Camaiore accanto alla chiesa di San Vincenzo, è uno dei teatri più antichi della provincia di Lucca. Le sue origini risalgono alla metà del Seicento, quando l'Accademia dei Deboli trasformò un filatoio di lana in uno spazio teatrale.
Nel 1772, con la nascita della Compagnia del Teatro dell'Olivo, il teatro subì una significativa ristrutturazione: la sala assunse una forma ovale e vennero aggiunti palchetti, conferendogli l'aspetto di un vero e proprio teatro all'italiana.
Dopo un periodo di declino, il teatro è stato sottoposto a lavori di restauro e riaperto al pubblico nel 2003.
Oggi, il Teatro dell'Olivo ospita una varietà di eventi culturali, tra cui spettacoli teatrali, concerti e manifestazioni locali, rappresentando un punto di riferimento per la vita culturale di Camaiore e della Versilia.
Un’altra residenza storica di estrema importanza per il territorio è Villa Borbone.
Villa Borbone delle Pianore è una storica residenza situata a Capezzano Pianore, nel comune di Camaiore, in provincia di Lucca. Il complesso comprende tre edifici risalenti a periodi differenti: l'ala nord, edificata nel 1864; il corpo centrale, datato alla fine del XVIII secolo; e l'ala sud, aggiunta alla fine del XIX secolo.
Circondata da un parco ottocentesco che si estende per circa 5 ettari, la villa fu progettata dall'architetto paesaggista Dechamps. Il parco presenta una varietà di piante esotiche e autoctone, creando un ambiente suggestivo e ricco di biodiversità.
Originariamente, il corpo centrale della villa risale al XVIII secolo. Nella prima metà del XIX secolo, la proprietà fu acquistata da Maria Teresa di Savoia, Duchessa di Lucca, che la trasformò in una elegante dimora di campagna.
Successivamente, la villa passò al Principe Roberto di Borbone-Parma, che ampliò la struttura aggiungendo una nuova ala e arricchendo il parco circostante. La villa divenne così la residenza preferita dei Borbone-Parma, ormai privi di uno Stato da governare.
In questa villa nacque nel 1892 Zita di Borbone-Parma, ultima imperatrice d'Austria, sposa dell'Arciduca Carlo di Asburgo-Lorena.
Negli anni '50 del XX secolo, la villa fu ceduta dai Borbone alla congregazione religiosa dei Padri Cavanis, che la utilizzarono come collegio.
Attualmente, la villa è di proprietà comunale ed è utilizzata per eventi culturali, cerimonie e set fotografici, grazie alla sua bellezza architettonica e al fascino del parco che la circonda.
La Villa Borbone delle Pianore rappresenta un importante esempio di architettura storica toscana, testimonianza del passato nobiliare della regione e luogo di interesse per chi desidera immergersi nella storia e nella cultura locale.
I musei
La sede della Confraternita di San Michele ospita il Museo di Arte Sacra, che raccoglie antichi documenti, dipinti, sculture e manufatti di oreficeria risalenti ai secoli XIII-XVII.
Nella prima sala, oltre ai 36 stalli lignei seicenteschi destinati ai membri della Confraternita, si trova un grande arazzo fiammingo del 1516 raffigurante l’Ultima Cena.
La seconda sala ospita paramenti e vesti sacre del XV secolo, un polittico trecentesco con la Madonna dei Bambini e Santi e un Ecce Homo.
Nella terza sala si trova un’importante collezione di pergamene e bolle vescovili, oltre a opere di oreficeria del Seicento e Settecento.
Il Civico Museo Archeologico di Camaiore, situato nel Palazzo Tori-Massoni in Piazza Francigena, illustra le testimonianze archeologiche del territorio dalla Preistoria al Rinascimento. Il percorso espositivo, articolato in 13 sale, offre un approccio didattico con postazioni tattili, sperimentali, sonore e olfattive, permettendo ai visitatori di interagire con le testimonianze del passato.
Tra i reperti più significativi vi sono quelli provenienti dalla Grotta all’Onda, dove è stato scoperto un insediamento umano risalente a circa 40.000 anni fa, dalla Villa romana di via Acquarella a Capezzano Pianore e dall'insediamento medievale di Montecastrese.
Entrambi i musei rappresentano tappe fondamentali per chi desidera approfondire la storia e l'arte di Camaiore e del suo territorio.
Per chi intende trascorrere la propria vacanza a Camaiore, queste sono le mete turistiche da non perdere durante l'anno.
Per chi arriva nel periodo giusto dell’anno può visitare:
L’origine della festa risale al 14 giugno 1528, quando il Magnifico Consiglio di Camaiore ne decretò l’istituzione per invocare protezione dalla peste.
Tuttavia, la sua storia affonda le radici in un episodio ancora più antico: la predicazione di San Bernardino da Siena, che giunse nel castello camaiorese intorno al 1424. Il santo francescano, noto per la sua intensa devozione al Nome di Gesù, esortò la popolazione a incidere il monogramma IHS – abbreviazione latina di “Iesus Hominum Salvator” (Gesù Salvatore degli Uomini) – sopra le porte delle proprie abitazioni, come segno di fede e protezione dalla terribile epidemia che imperversava in Italia.
L’invito di San Bernardino fu accolto con grande fervore, tanto che ancora oggi, passeggiando per il centro storico di Camaiore, è possibile scorgere questo simbolo sacro su numerose facciate.
La festa rappresenta dunque non solo un momento di celebrazione religiosa, ma anche un legame vivo con la storia e le tradizioni della città.
L’evento coinvolge 17 rioni del comune, ognuno dei quali rappresenta con orgoglio il proprio territorio: Capezzano, Casoli, Frati, Fuori Porta Lombricese, La Badia, La Rocca, Lido di Camaiore, Marignana, Montebello, Montemagno, Nocchi, Pieve, Porta Nuova, Pontemazzori, Tre Borghi e Vado.
Il Palio si apre con una "maratonina", una gara podistica maschile e femminile che vede gli atleti percorrere 1 km tra le vie del centro storico. Nei giorni successivi, la competizione si anima con l’elezione di Miss Palio e la spettacolare Corrida, in cui i rioni si sfidano tra canti, balli e altre esibizioni di intrattenimento.
Le squadre, guidate dai rispettivi caporioni, si contendono il trofeo in una serie di gare atletiche e di abilità che mescolano tradizione e divertimento. Tra le prove più attese figurano il tiro alla fune, la corsa nei sacchi, la corsa con l'uovo, la corsa con la secchia, la corsa del bruco, il palo della cuccagna, la corsa con i trampoli, la corsa della botte, la corsa del cinese, la corsa con i piedi legati e lo staffettone.
L’evento è un’occasione unica per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e vivere momenti di festa e aggregazione, trasformando Camaiore in un vivace teatro di competizione e spettacolo.
La manifestazione nasce da un’idea di Cantine Angeli e vuole celebrare la ricca produzione a chilometro zero di olio e vino, tesori di questa terra.
Oltre a questi prodotti sono anche presentati miele, pane, focaccia, torte e tutte le moderne tecniche di coltivazione e allevamento biologico. Durante la fiera viene eletto il miglior olio nuovo del territorio tra tutti i produttori privati della Versilia, Lunigiana e Garfagnana.
Il percorso a piedi non è difficile da fare (anche per i bambini) ed è molto piacevole perché immerso nella natura e costellato di ruderi. Per quanto semplice, è consigliato indossare scarpe da ginnastica per camminare lungo il sentiero.
Suggeriamo di parcheggiare lungo la strada per Candalla, qui è possibile prendere la navetta per salire alle pozze.
Ricordiamo qui i principali musei presenti nel Comune di Camaiore:
Altri beni storici e artistici presenti nella città e non citati precedentemente sono:
Oggi, la tradizione continua: i Barsi portano avanti con dedizione il mestiere del fabbro, aprendo le porte della loro bottega ai visitatori curiosi di scoprire i segreti di questa antica arte. All’interno, il tempo sembra essersi fermato: il vecchio maglio idraulico è ancora in funzione, i forni conservano l’aspetto di un tempo e nell’aria aleggia l’inconfondibile odore acre del fumo, testimone di un passato che vive ancora nel presente.
Le prime tracce documentate dell’esistenza del pastificio risalgono al 1854, anno in cui compaiono registrazioni fiscali sugli edifici. Il cuore della produzione era una grande ruota verticale posta all'esterno, che azionava le macchine di ferro impiegate per la lavorazione della pasta.
L’edificio era strutturato su più livelli. Al piano terra si trovava un ampio salone sorretto da pilastri con archi, dove erano collocate cinque macchine per produrre diverse tipologie di pasta. Il primo piano ospitava quattro stanze: una destinata a magazzino, una centrale con l’ingresso, uno studio e un piccolo molino con una sola macina. Al secondo piano, sotto il tetto, vi erano un'altra stanza adibita a magazzino, una con un focolare e un ambiente in cui un macchinario dotato di sistema biella-manovella serviva a tritare il grano per le diverse varietà di pasta.
L’attività produttiva del pastificio cessò probabilmente alla fine dell’Ottocento e, agli inizi del Novecento, l’edificio venne riconvertito in una cartiera.
Le prime tracce documentate del mulino risalgono a un registro catastale del 1513, in cui viene indicato come proprietà del Comune di Camaiore. Nel corso dei secoli, l’opificio passò in mani private, cambiando diversi proprietari. L’ultimo di essi, Giuseppe Marchetti, conosciuto come “Taccone”, riuscì a mantenerne l’attività fino alla fine del Novecento, preservandone il funzionamento e il valore storico.
Nei primi anni 2000, il Comune di Camaiore decise di riacquistare il mulino dagli eredi di Taccone, con l’intento di trasformarlo in un museo, garantendo così la conservazione di questo prezioso patrimonio locale.
Si tratta di una cavità carsica che, fin dalla preistoria, ha offerto riparo e ospitalità a diverse comunità umane. I primi a frequentarla furono i cacciatori neandertaliani, che vi lasciarono tracce della loro presenza sotto forma di utensili e resti di animali. Con il passare dei millenni, durante il Neolitico e l’Età del Rame, la grotta divenne più di un semplice rifugio temporaneo: i nuovi abitanti vi si stabilirono per periodi più lunghi, dedicandosi all’agricoltura e all’allevamento, trasformandola in un punto centrale della loro vita quotidiana.
Grazie alla sua posizione strategica, il castello di Montemagno aveva il compito di controllare la via Francigena, importante arteria di collegamento tra la piana della Versilia e Lucca. Sebbene non sia nota con precisione la data della sua costruzione, fonti d’archivio ne attestano l’esistenza già nel 1099.
Le indagini archeologiche suggeriscono che nella parte più alta del sito si trovasse il palazzo signorile, di cui oggi restano solo alcuni tratti delle mura perimetrali, a testimonianza di un passato ricco di storia.
Le origini del borgo risalgono almeno al 1224, come attestato da una trascrizione arcivescovile di Lucca. Tuttavia, si ritiene che l'area fosse abitata già in epoca romana ed etrusca, come suggeriscono alcuni reperti rinvenuti nella zona.
Il borgo si sviluppa attorno ai resti di un castello del XIII secolo, che svolse un ruolo cruciale nelle contese tra Lucchesi e Pisani per il controllo della costa.
La struttura del paese conserva la tipica forma allungata delle fortificazioni toscane dell'epoca, con tracce di una doppia cinta muraria e due porte d'accesso: la Porta della Madonna, affrescata e situata nella Piazza degli Artisti, e una seconda porta più piccola dietro la chiesa, probabilmente utilizzata come via di fuga durante gli assedi.
Per raggiungere Camaiore, una bellissima località della Versilia, puoi utilizzare diversi mezzi di trasporto, a seconda della tua posizione di partenza. Ecco alcune opzioni:
In auto
Camaiore è servita in maniera ottimale dalla rete autostradale arrivando da qualsiasi direzione. Il casello interessato è quello di Viareggio sulla A12.
In treno
Camaiore è ben collegata dalla stazione ferroviaria di Lido di Camaiore (la più vicina al centro di Camaiore).
Una volta arrivato a Lido di Camaiore, puoi prendere un autobus o un taxi per arrivare nel centro di Camaiore, che dista pochi chilometri.
Tuttavia soltanto alcuni treni fermano nella suddetta stazione. La stazione più vicina, che garantisce una maggior frequenza di treni, è quella di Viareggio.
Per informazioni su orari ed altri servizi - Call Center 89.20.21
In aereo
L’aeroporto più vicino a Camaiore è l'Aeroporto di Pisa (Aeroporto Internazionale Galileo Galilei), che dista circa 30 km da Camaiore.
In alternativa puoi utilizzare i seguenti scali:
Aeroporto di Firenze "A. Vespucci" - Km. 110 da Camaiore - Tel. 055 316427 / 318420 / 30615
Aeroporto di Massa-Cinquale Aeroclub Cinquale (Aerotaxi) - circa 15 km di distanza da Camaiore - Tel. 0585 309786
Eliporto a Viareggio - (solo a richiesta)
In nave
Se arrivi in nave, il porto più vicino è quello di Viareggio e a seguire quello di Livorno.
Camaiore ha un clima mediterraneo temperato con influssi alpini: inverni miti e piovosi, con neve rara in paese e più comune in quota; estati calde e umide, mitigate dalle brezze montane.
Primavera e autunno restano piacevoli, anche se l’autunno è il periodo più piovoso. La posizione tra mare e montagne favorisce umidità elevata e precipitazioni abbondanti nei mesi freddi.
Scopri le previsioni meteo a Camaiore per i prossimi sette giorni su questa pagina. Il tempo alterna sole a rovesci sporadici, soprattutto nei mesi più piovosi.
Prima di partire, controlla le condizioni in tempo reale per organizzare al meglio le tue attività all’aperto.
CAMAIORE MeteoIl territorio di Camaiore è abitato fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti archeologici nella Grotta all'Onda (Casoli) e nella Buca del Tasso (Metato).
In quest'ultima, in particolare, è stato rinvenuto un femore appartenente a un bambino neanderthaliano, risalente a circa 40.000 anni fa.
Durante l’età preromana, la zona fu popolata prima dagli Etruschi e successivamente dai Liguri, come attestano i reperti ritrovati a Villa Mansi, all'Acquarella e a Marignana, databili tra il VII e il IV secolo a.C.
Le origini della città di Camaiore risalgono all'epoca romana: nel II secolo a.C. faceva parte della Colonia Lucensis, mentre nel I secolo d.C. è menzionata come mansio, una stazione di sosta lungo la via che collegava Luni a Lucca. Gli storici concordano sul fatto che il nome della città derivi dalla locuzione latina campus maior, ovvero "grande pianura".
Nel Medioevo Camaiore conobbe un notevole sviluppo grazie alla sua posizione lungo l'antica Via Francigena, che da Lucca conduceva alla Lunigiana e al Passo della Cisa. Già nel 761 esisteva in questa zona il monastero di San Pietro, oggi noto come Badia di San Pietro di Camaiore.
Nel XII secolo, con l’annessione ai territori di Lucca, venne costruito il Borgo Nuovo. L’ampliamento dell’abitato si deve al podestà Guiscardo da Pietrasanta, che avviò una vera e propria rifondazione della città. Tuttavia, nel 1329 Camaiore fu devastata dall’esercito dei Visconti, causando la perdita dell’autonomia lucchese per quasi cinquant’anni.
Nel 1374 iniziò la costruzione delle mura, completate nel 1381.
Dopo un periodo di dominazione fiorentina, la città tornò sotto il controllo di Lucca, ma fu duramente colpita dalla peste del 1528. In quel periodo, i cittadini invocarono la protezione del Nome di Gesù, dando origine a una festa religiosa che ancora oggi viene celebrata. Nel 1660 il Nome di Gesù fu proclamato patrono della città.
Nel 1799 Camaiore subì il saccheggio delle truppe napoleoniche e, nei decenni successivi, seguì le sorti di Lucca fino alla definitiva annessione al Regno d'Italia.
Oggi, delle antiche mura cittadine resta solo un tratto di circa 200 metri sul versante settentrionale, sebbene ridotto in altezza. Sono ancora visibili anche i resti del sistema difensivo della rocca, testimoni silenziosi del glorioso passato medievale della città.
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