A pochi passi dalla Versilia marittima, si estende un territorio silenzioso, affascinante e ricco di storia, è il territorio di Massarosa.
I suoi dintorni, sono caratterizzati da piccoli borghi e sinuosi declivi ricoperti di ulivi, che mantengono il fascino della Toscana rurale e contadina tanto apprezzata dai turisti di tutto il mondo.
Questo è il posto ideale dove trascorrere una serena vacanza, in un’oasi di tranquillità a meno di dieci chilometri dal mare.
Il territorio del comune di Massarosa, ha un grande patrimonio storico e culturale dove antiche rovine romane, borghi fortificati, ruderi di castelli e pievi romaniche, punteggiano il paesaggio dominato dalle morbide colline circostanti la grande piana del lago di Massaciuccoli.
Proprio questo lago, tanto caro al maestro Giacomo Puccini, è oggi sede di una riserva naturale dove centinaia di specie diverse di uccelli possono essere ammirate da escursioni in barca o dalle postazioni del percorso naturalistico organizzato dalla LIPU.
L'accoglienza turistica è supportata da molti agriturismi, bed and breakfast e case in affitto, disseminati in tutto il territorio. Da non dimenticare anche i numerosi ristoranti, dove vengono proposti piatti tradizionali e genuini come la terra che li ospita.
Per quanto riguarda la storia, pare quasi certo che già nel secondo e primo secolo avanti Cristo, esistessero nel territorio del Comune di Massarosa nuclei abitativi. Le rovine romane di una bellissima villa signorile, dimostrano in modo inequivocabile, l'interesse paesaggistico suscitato nelle popolazioni, vissute due millenni fa.
MASSACIUCCOLI
Questa frazione del Comune di Massarosa non merita una visita solo per la bellezza dei suoi paesaggi naturali, ma anche per le sue preziose vestigia romane.
Alle pendici del Monte Aquilata, in una posizione panoramica, si trova una vasta villa romana risalente all'epoca imperiale, datata alla metà del II secolo d.C. Il complesso si suddivideva in due parti: la pars rustica, destinata alle attività agricole, e la pars urbana, la residenza patrizia.
Della villa restano imponenti strutture murarie, di cui si conserva anche una parte dell'alzato, insieme a frammenti di mosaici pavimentali. Il mosaico più grande e meglio conservato presenta motivi mitologici marini, con ippogrifi e festoni, che lo rendono particolarmente affascinante.
A poca distanza dalla villa, sopra di essa, si trovano i resti monumentali delle terme pubbliche, risalenti anch'esse al II secolo d.C., conosciute popolarmente come "Bagni di Nerone".
Potrebbero corrispondere alle terme chiamate Fossae Papirianae, menzionate nella Tabula Peutingeriana, una mappa geografica dell'Italia medievale.
Nel grande ambiente centrale delle terme, potrebbe essere individuato il calidarium, la sala del riscaldamento, grazie alla presenza delle suspensurae, i sostegni sotto al pavimento che ospitavano i tubi per il passaggio dell'acqua calda. Da qui si accedeva al frigidarium, mentre poco più in là si trovano i ruderi di un ninfeo. Le cisterne delle terme erano probabilmente collocate in corrispondenza dell'attuale Pieve di San Lorenzo.
Oggi Massaciuccoli è una vera e propria oasi acquitrinosa, ricca di flora e fauna, con alcune specie rare, se non uniche, che è possibile osservare. Tra gli animali che popolano la zona, si possono avvistare germani reali, garzette, moriglioni, fologhe, codoni, aironi, gallinelle e molti altri.
Nel Medioevo, i castelli di Montramito, Loglia, Massarosa e Aquilata, dislocati sulle colline che si ergono alle spalle del borgo, erano fondamentali difese contro le incursioni nella piana versiliese.
Altre fortificazioni, come Gualdo, Pieve a Elici, Stiava e Mommio Castello, furono costruite per proteggere il territorio dagli attacchi degli invasori.
Questi castelli, nel corso del tempo, divennero obiettivi delle mire espansionistiche, prima di Pisa e Lucca, poi di Firenze.
Anche se le cinte murarie di alcuni castelli sono andate distrutte o incorporate nel tessuto urbano, l'atmosfera medievale è ancora palpabile.
Passeggiando per questi borghi, si respira l'eco di battaglie tra gonfaloni e cavalieri, e la nostra immaginazione viene trasportata indietro nel tempo.
Ogni angolo offre panorami unici e l'opportunità di scoprire antiche locande dove è possibile acquistare prodotti tipici e legati alle tradizioni locali.
La chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Jacopo e Andrea, rifatta all’inizio del secolo, contiene alcuni arredi antichi, fra cui un’edicola di marmo per gli oli santi, realizzata da Lorenzo Stagi nel XV secolo; una tavola del XVI secolo raffigurante la Madonna con il bambino e nella sagrestia, una croce astile in lamina d’argento risalente al ‘300.
L'Antiquarium di Massarosa è un piccolo museo che custodisce testimonianze storiche, tra cui reperti dell'insediamento romano e molti oggetti databili all'epoca longobarda. Tra le varie collezioni, ci sono frammenti architettonici, oggetti di uso quotidiano, suppellettili e ceramiche provenienti dall'epoca romana.
A Corsanico, nei pressi di Massarosa, sorge la chiesa di San Michele, fondata nel XII secolo e ristrutturata nel XIX. La chiesa è celebre per il suo magnifico organo monumentale, costruito nel 1602 dal veneziano Vincenzo Colonna, che è ancora perfettamente funzionante. Al suo interno, si trovano pregevoli affreschi del Marracci e un bellissimo fonte battesimale.
La chiesa romanica di S. Martino di Bargecchia, costruita agli inizi del 1200, è realizzata in pietra e presenta una perfetta conservazione del lato di ponente e dei muri che circondano l'abside, ormai demolita.
La tradizione vuole che il maestro Giacomo Puccini frequentasse Bargecchia per ascoltare la melodia delle campane, un suono che fu riproposto nella Tosca alla fine del primo atto.
All'interno della chiesa, si trovano polittici del XIV e XV secolo, grandi quadri, marmi e argenti del 1500, e splendidi lampioni processionali risalenti al 1700.
A breve distanza da Massarosa, a Pieve a Elici, si trova la pieve dei Santi Ambrogio e Pantaleone, costruita nell'VIII secolo in forma basilicale e provvista di abside solo nel XII secolo. Nel Duecento l'edificio ha subito un sostanziale rifacimento, che ne ha alterato la fisionomia originaria avvicinandola a forme codificate dallo stile romanico.
All'interno, si trova un pregevole affresco parietale del XIII secolo, attribuito a una scuola giottesca, raffigurante la Madonna col Bambino.
Il presbiterio è adornato da un polittico marmoreo del XV secolo che rappresenta la Madonna con i santi Pantaleone e Giovanni Battista.
Nella stessa chiesa si possono ammirare anche un ciborio e un'acquasantiera in marmo, attribuiti a Lorenzo Stagi. All'esterno, nel cortile della canonica, è possibile vedere il fonte battesimale romanico a immersione, datato al XII-XIII secolo.
Ci teniamo inoltre a citare due realtà del territorio che è impossibile non considerare se passate di qui.
Podere Lovolio è un podere allestito con un itinerario di opere d'arte grazie al contributo della Fondazione Pomara Scibetta. Qui è stato eretto un tempio shintoista. Gli spazi, che offrono un'esperienza tra cultura e spiritualità, sono disponibili a tutti, visitabili in qualunque momento, senza prenotazione e senza un biglietto d'ingresso da pagare. Qui potrete anche incontrare gli animali della fattoria: caprette, asinelli, galline, oche, peperelle e pavoni.
Un altro percorso che vale la pena fare è “La via delle erbe e dei fiori”, 5km alla scoperta delle eccellenze del territorio di Massarosa. Partendo dal centro del paese, si snoda tra strade bianche e secondarie, passando per aziende agricole e florovivaistiche, dove è possibile acquistare prodotti tipici locali. Durante il cammino, si possono godere panorami naturali di grande interesse ecologico e ambientale.
Ecco una guida su come arrivare a Massarosa, in base al mezzo di trasporto scelto:
In auto
Massarosa è facilmente raggiungibile grazie alla vicinanza all'autostrada A11 (Firenze-Mare) e all'A12 (Genova-Rosignano):In treno
Massarosa ha una propria stazione ferroviaria “Massarosa-Bozzano”. La stazione più vicina meglio servita è quella di Viareggio, nodo ferroviario importante sulla linea Genova-Roma.In aereo
Gli aeroporti più vicini sono:In nave
I porti più vicini sono:Porto di Livorno (per traghetti e navi da crociera)
Massarosa gode di un clima mediterraneo temperato, influenzato sia dalle vicine Alpi Apuane che dalla presenza del lago. Gli inverni sono miti e piovosi, con neve rara in paese. Le estati sono calde e umide, ma l’aria resta più sopportabile grazie alle brezze alpine e all’effetto mitigante del lago.
Primavera e autunno offrono temperature gradevoli, anche se l’autunno è il periodo più piovoso. La posizione tra mare, montagne e specchi d’acqua favorisce un’elevata umidità e precipitazioni abbondanti, soprattutto nei mesi più freddi.
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Massarosa WEATHERLe origini di Massarosa risalgono al II secolo a.C., sebbene recenti ritrovamenti archeologici abbiano dimostrato che la zona fosse abitata fin da epoche molto più remote.
A San Rocchino, infatti, le sabbie hanno restituito tracce di insediamenti umani risalenti al Paleolitico medio, così come nelle grotte di Memmio. In epoca romana, tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C., Massarosa conobbe il suo massimo sviluppo, come testimoniano i numerosi reperti di ceramica e i maestosi ruderi delle terme e di una grande villa.
Durante il Medioevo, il centro amministrativo della Curtis Massagraudae fu donato dall'imperatore Lotario ai canonici del Duomo di Lucca. Nel 1087, Massarosa venne dotata di una cinta muraria e ottenne lo status giuridico di castrum (fortezza).
Nel XII secolo, dopo la conquista delle terre di Gualdo e del castello di Fibbialla, la città accrebbe il proprio prestigio e la propria ricchezza, costituendosi come libero comune. Questa scelta scatenò una lunga e complessa disputa, spesso risolta con l'arbitrato di papi e imperatori.
Il compromesso raggiunto nel 1270 stabilì una suddivisione dei poteri: al clero spettava l'amministrazione della giustizia, mentre al comune venne riconosciuta la giurisdizione sui reati minori e il mantenimento dell'ordine pubblico.
Successivamente, con l'annessione alla Repubblica di Lucca, Massarosa seguì le sorti storiche del Granducato di Toscana.
Massarosa nella Seconda Guerra Mondiale
Tra la primavera e l'estate del 1944, il territorio comunale di Massarosa fu teatro di numerosi eccidi perpetrati dai nazi-fascisti, che causarono la morte di oltre 90 persone tra partigiani e civili.
Il 19 aprile, presso il cimitero del capoluogo, due giovani accusati di appartenere alla Resistenza furono fucilati dai repubblichini.
Il 27 giugno, a Compignano, nella villa che ospitava il comando tedesco, il giovane Amos Paoli – staffetta partigiana nonostante fosse affetto da poliomielite – fu brutalmente torturato e trucidato. Per il suo sacrificio, gli fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
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