Il territorio del comune di Stazzema si sviluppa prevalentemente in altura ed è caratterizzato da numerosi piccoli centri abitati.
Le prime attestazioni del nome risalgono alla fine del IX e del X secolo, ma il suo significato originario rimane incerto.
La prima menzione ufficiale del toponimo si trova in un documento del 31 agosto 855, conservato nell'archivio arcivescovile di Lucca.
Successivamente, nel 886, compare la variante Statime. Nel corso del tempo, il nome subisce diverse trasformazioni, assumendo forme come Stashema, Stassema, Stathiema (pronunciato Staziema) e persino Statio Hiemalis, poi abbreviato in Stathiemalis e infine Stathiema, con il significato di "stazione-alloggio".
Secondo alcuni documenti altomedievali, il termine Statiema, derivante da Statio e dal suffisso ligure -ema, avrebbe invece il significato di "luogo di sosta e di ricovero".
Il comune di Stazzema è suddiviso in 18 frazioni, ognuna con la propria storia e peculiarità.
I paesi che lo compongono sono Stazzema, Cardoso, Levigliani, Arni, Terrinca, Pontestazzemese, Farnocchia, Sant'Anna, Pomezzana, Retignano, Pruno, Volegno, Ruosina, Palagnana, Mulina, Gallena, La Culla e Campagrina.
Come abbiamo detto, il territorio di Stazzema si sviluppa in altura e in particolare nel cuore delle Alpi Apuane, in un paesaggio montuoso caratterizzato da valli profonde, boschi rigogliosi e imponenti rilievi rocciosi.
La presenza del Parco Regionale delle Alpi Apuane rende questa zona particolarmente affascinante dal punto di vista naturalistico, con un ecosistema ricco di flora e fauna.
Tra le cime più rilevanti spiccano il Monte Forato, noto per la sua spettacolare arcata naturale, il Monte Matanna e il Monte Corchia, quest’ultimo famoso per le sue grotte carsiche tra le più estese d’Europa. Fiumi e torrenti modellano il territorio, creando paesaggi suggestivi come le marmitte dei giganti lungo il fiume Vezza e le numerose sorgenti d'acqua cristallina.
Accanto alle bellezze naturali, Stazzema conserva un ricco patrimonio di tradizioni e cultura popolare, profondamente legato alla vita rurale e montana. Ogni frazione ha proprie feste e celebrazioni che affondano le radici nel passato.
A Levigliani, ad esempio, si svolge la festa di San Bartolomeo, mentre a Pomezzana è ancora viva la tradizione artigianale della lavorazione del ferro, con la costruzione delle caratteristiche "molle" da falegname.
A Terrinca, il borgo più antico della Versilia, si tramandano racconti e leggende legati al suo passato medievale, mentre a Sant’Anna di Stazzema la memoria storica è preservata attraverso il Parco Nazionale della Pace, istituito per ricordare l’eccidio del 1944.
Le feste religiose e le sagre paesane scandiscono il calendario locale, con eventi dedicati ai sapori tradizionali come le castagne, i funghi e il miele.
Il legame con la montagna si riflette anche nei riti legati alla transumanza e nelle celebrazioni dell’autunno, quando i castagneti diventano protagonisti della raccolta dei marroni, da sempre una risorsa fondamentale per l’alimentazione della popolazione locale.
Antro del Corchia
Il sistema carsico dell'Antro del Corchia è uno dei più estesi ambienti ipogei d'Europa e tra i più grandi al mondo.
Questo complesso di gallerie, pozzi e vasti saloni è stato scolpito dall’acqua nel corso di milioni di anni nel cuore di marmo del Monte Corchia.
Finora sono stati esplorati e mappati circa 70 km di grotte, con ben 20 ingressi diversi, che si aprono su tutti i lati della montagna. Le esplorazioni continue degli speleologi svelano nuove sale e bellezze nascoste.
Dal 2001, un percorso attrezzato e illuminato di circa 2 km permette di esplorare questo straordinario mondo sotterraneo, offrendo la possibilità di ammirare i laghi cristallini, i canaloni surreali, la suggestiva “Foresta Pietrificata” e le affascinanti formazioni della “Galleria delle Stalattiti”.
Le Marmitte dei giganti in Arni
Anguillaia e Fatonero sono due torrenti delle Alpi Apuane dove il passaggio dell’acqua ha scavato nella roccia grandi cavità a forma di paiolo, meglio conosciute con il nome di “marmitte dei giganti”.
Le Marmitte si presentano come cavità abbastanza regolari, di forma grossolanamente cilindrica, con pareti estremamente levigate, spesso con fondo a calotta.
Sono scavate nella roccia e le loro dimensioni sono molto variabili: vanno da pochi centimetri a 5-6 metri di diametro.
Il Monte Forato
Il Monte Forato è una delle montagne più iconiche delle Alpi Apuane, con i suoi 1.209 metri di altitudine.
Celebre per la sua caratteristica apertura naturale sulla sommità, il "foro" attraverso la roccia, è un punto di riferimento visibile da vari angoli della regione.
Questo straordinario fenomeno regala un panorama spettacolare delle valli circostanti e della costa versiliese.
Il Monte Forato è una meta prediletta per escursionisti e appassionati di montagna, che possono esplorare sentieri immersi nella natura, godendo di paesaggi mozzafiato.
La zona è anche un rifugio per una varietà di fauna e flora tipiche delle Alpi Apuane, rendendola perfetta per chi cerca una connessione intima con la natura.
Durante alcuni periodi dell’anno, è possibile partecipare anche all'emozionante altalena situata in cima, un'esperienza adrenalinica che aggiunge un tocco speciale all’avventura.
Itinerario naturalistico: Levigliani (582 m.s.l.m.) - Passo Croce (1150 m.s.l.m.) - Mosceta (1190 m.s.l.m.)
Se sei un amante della montagna e desideri intraprendere un percorso naturalistico, questo itinerario fa per te. Partendo da Levigliani, si sale fino a Pian di Lago (800 m s.l.m.), dove è possibile fare una sosta in agriturismo per gustare prodotti tipici locali.
Continuando, si raggiunge Passo Croce, da cui si apre una vista spettacolare sulle Alpi Apuane e, nelle giornate limpide, sulla costa Tirrenica.
Superato Passo Croce, si affronta un tratto impegnativo del sentiero n° 11 Apuane Trekking, che porta a Fociomboli, regalando panorami sulla Garfagnana e sugli Appennini.
Durante il percorso si incontrano la cava di arabescato e l’ingresso naturale dell'Antro del Corchia, il più grande sistema carsico d'Italia. Proseguendo verso Mosceta, si attraversa la Buca dell'Omo Selvatico e si può ammirare il Pizzo delle Saette e l'Alpe di Sant'Antonio. Arrivati a Mosceta, una sosta al Rifugio Del Freo è perfetta per ricaricare le energie.
Il rientro prevede una discesa impegnativa fino al Passo d'Alpino, continuando su sentieri panoramici che riportano a Levigliani, passando accanto all'ingresso dell'Antro del Corchia.
Le Miniere dell'argento vivo a Levigliani
La visita alle antiche Miniere dell'Argento Vivo, tra le più antiche dell'Alta Toscana, è un viaggio nel passato minerario della regione.
Nominata in un atto del Comune di Pisa nel 1153, la miniera può essere esplorata attraverso una visita guidata di circa un'ora. Il percorso, lungo 900 metri, si sviluppa tra antichi giacimenti minerari ed è accompagnato da guide esperte, con caschetti da minatori.
Le miniere, situate nelle Alpi Apuane meridionali, sono state attive fin dal XII secolo, estraendo minerali come piombo argentifero, bario, ferro e mercurio, con picchi di attività nel XIX secolo.
La visita inizia nel cantiere della "Cava Romana", dove si può osservare il metodo di scavo a pozzi inclinati, collegati da gallerie orizzontali moderne per il trasporto del minerale. Un aspetto straordinario di queste miniere è la presenza di mercurio metallico allo stato nativo, un fenomeno unico a livello mondiale.
Il percorso prosegue verso i cantieri della "Cavetta", con discenderie inclinate e vecchi tubi e tramogge per il trasporto del minerale. Tra i minerali più comuni si trovano il Cinabro e la Pirite, insieme a piccole quantità di mercurio nativo.
Rarità minerali come la "Leviglianite" (una varietà zincifera di metacinabro) e la recentemente scoperta "Grumiplucite" (un solfuro di mercurio e bismuto) sono alcuni dei tesori che si possono trovare in queste miniere.
Museo della pietra piegata e Museo di comunità e d'impresa "Lavorare liberi" a Levigliani
Il sistema museale di Levigliani è composto di due sezioni, entrambe situate nei pressi della biglietteria delle grotte Antro del Corchia.
La prima sezione, il museo della Pietra Piegata, è dedicato agli usi della pietra nel corso dei millenni, nel quale si trova anche un’area dedicata al biologo Emilio Simi, storico scopritore delle grotte Antro del Corchia.
Al terzo piano la visita si conclude con l’esposizione di una “tomba a cassetta” dei Liguri Apuani, rinvenuta nella vicina necropoli in località “Le piane alte” ad un chilometro dal paese di Levigliani.
La seconda sezione, il Museo di Comunità e d’Impresa “Lavorare Liberi”, è dedicato alla storia del Comunello di Levigliani e della Cooperativa Condomini Levigliani, storica azienda che da più di 50 anni lavora le cave del monte Corchia, producendo benessere e ricchezza per gli abitanti del territorio.
In questa sezione è possibile osservare una vasta gamma di utensili usati per l’estrazione del marmo, oltre a una riproduzione del sito estrattivo che mostra il taglio del marmo con il metodo del filo elicoidale.
Il Parco Nazionale della pace a Sant'Anna di Stazzema
Il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema si estende sulle colline circostanti il paese, con particolare attenzione all'area sacrale che, partendo dalla piazza della chiesa e dal Museo Storico della Resistenza, attraversa la Via Crucis e il bosco adiacente, per arrivare al Col di Cava, dove si erge il Monumento Ossario.
Istituito con la Legge 381 del 2000, il Parco ha come obiettivo principale la preservazione della memoria storica dei tragici eventi dell’estate del 1944, promuovendo al contempo i valori fondamentali della pace, della giustizia, della collaborazione e del rispetto reciproco tra i popoli e gli individui.
Dal punto di vista morfologico e funzionale, il Parco rappresenta un perfetto equilibrio tra natura, storia e memoria, grazie al suo stretto legame con l'ambiente incontaminato, i borghi sparsi sui colli e i luoghi simbolici dell'eccidio.
Sant’Anna, come parte di questo Parco Nazionale, è diventata un simbolo della memoria collettiva, un luogo in cui si diffonde una cultura di pace attraverso numerose iniziative, manifestazioni, mostre e convegni a livello nazionale e internazionale.
Arni
Arni è la frazione più settentrionale del comune di Stazzema, noto per la sua storica tradizione legata all’estrazione del marmo.
Diviso in Arni di Sopra e Arni di Sotto, il paese offre panorami mozzafiato e numerosi sentieri escursionistici che conducono alle vette circostanti.
La presenza di antiche cave testimonia l’importanza dell’attività marmifera, che ha segnato profondamente l’identità del luogo.
La svolta decisiva per l'economia locale si verificò con la costruzione della strada di collegamento tra la Versilia e la Garfagnana e lo scavo della galleria del Cipollaio: i lavori partirono nel giugno 1875 e si conclusero nel marzo 1879.
La strada del Cipollaio rivoluzionò completamente i costumi e la demografia del paese: infatti l'attività della pastorizia venne quasi del tutto abbandonata per il lavoro di estrazione del marmo e, nel volgere di pochi anni, gli abitanti di Arni passarono da 359 unità a oltre 900.
Negli ultimi anni Arni ha vissuto un forte spopolamento, ad agosto 2014 gli abitanti erano solamente 185.
Cardoso
La ricchezza di acque, boschi e la protezione offerta dalle montagne circostanti hanno reso l’area di Cardoso un luogo ideale per l’insediamento umano fin dall’antichità.
Tracce di frequentazione risalgono al Neolitico, come dimostrano i reperti rinvenuti nel 1966 nella “Buche delle Fate”, una cavità presso l’Orzale, oggi custoditi nel Museo Archeologico Versiliese.
L’attuale borgo di Cardoso nacque probabilmente nel 1407 dall’unione delle località di Malinventre e Farneta e si sviluppò come centro minerario grazie alla lavorazione del ferro estratto dalle Buche della Vena, attive fino al 1986.
Le cave di pietra della zona contribuirono ulteriormente all’economia del paese, che ancora oggi mantiene una vocazione legata all’attività estrattiva.
Cardoso è purtroppo celebre anche per l’alluvione del 1996. Questo evento ha segnato profondamente la comunità, con la distruzione di molti edifici, ricostruiti negli anni successivi.
Quel giorno piovve ininterrottamente per 6 ore, causando distruzione e la morte di 15 persone.
Cave di marmo arabescato
L’escursione alle cave di marmo è un vero e proprio tuffo nella storia e nella tradizione millenaria di questi luoghi.
La visita alle cave comincia percorrendo Via di Lizza fino a raggiungere la galleria di Borra Larga ancora in funzione.
La visita offre anche l'opportunità di apprendere le varie tecniche di taglio della pietra e di conoscere le sue qualità merceologiche.
Museo della resistenza
Ricavato nell'edificio delle antiche scuole elementari del paese, il museo fu inaugurato nell'autunno del 1982 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Successivamente, il 19 settembre 1991, la struttura fu trasformata nell’attuale Museo Storico della Resistenza.
Il percorso museale è stato concepito come un cammino aperto, in cui spazi di relazione e punti di osservazione pongono in risalto il legame tra le esposizioni interne e il territorio circostante, dove si sono svolti molti degli eventi narrati. Questo approccio crea una connessione profonda tra la storia, l’identità e la morfologia del luogo.
Il museo offre ai visitatori una panoramica completa, ma al contempo rigorosa, delle vicende che segnarono l’Italia tra il 1943 e il 1945, con particolare focus sulla Toscana e sulla Versilia. Attraverso documenti originali, pannelli didascalici, manifesti, avvisi e quotidiani dell'epoca, materiale fotografico, audiovisivo e multimediale, oggetti e testimonianze autentiche, il museo consente di approfondire vari temi storici.
Tra questi: l'occupazione nazista, la Resistenza con i suoi episodi più significativi e i protagonisti della lotta di liberazione, le stragi compiute dai nazifascisti lungo la Linea Gotica e, in generale, in Toscana durante la Seconda Guerra Mondiale, e l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, con la ricostruzione degli eventi, le testimonianze dei superstiti e le fasi cruciali della ricerca storica della verità, fino agli atti del processo conclusosi il 22 giugno 2005 presso il Tribunale Militare di La Spezia.
Il museo ospita anche una prestigiosa raccolta di opere pittoriche e scultoree, tra cui quelle di artisti come Ernesto Treccani e Pietro Annigoni. La sala Padre Ernesto Balducci, al piano terra, dotata di moderni strumenti audio-video, è dedicata ad attività didattiche, conferenze e incontri. Nella sala adiacente, i visitatori possono consultare una vasta bibliografia sul periodo 1940-1945, con particolare attenzione agli eventi bellici in Versilia, nonché una raccolta di articoli e pubblicazioni nazionali e internazionali sulla ricerca della giustizia e della verità.
Sulla facciata esterna del museo, accanto alla lapide che riporta l’ode di Piero Calamandrei a Kesselring, è esposta una riproduzione scultorea di un particolare del celebre dipinto “Guernica” di Pablo Picasso, simbolo della denuncia contro la violenza e la guerra.
La Pieve di Santa Maria Assunta
Secondo alcuni studiosi l'antica Pieve venne costruita sui resti di un tempio pagano già edificato dai soldati romani e dedicato a Minerva.
Nelle immediate vicinanze di Stazzema si trova la Pieve di Santa Maria Assunta, edificata nel IX secolo e ampliata nel XII secolo.
Il primo documento che riporta l’esistenza di questa Pieve risale all’ 871, mentre un altro è dell'anno 886, il quale afferma: “La chiesa della Beata Maria è situata nella località chiamata Statime”.
La chiesa conserva un fascino straordinario, dovuto sia alla sua bellezza originaria che alla splendida posizione in cui sorge.
La facciata si distingue per la sua semplice eleganza, impreziosita da un bel rosone marmoreo cinquecentesco. L’interno, suddiviso in tre navate, è caratterizzato da pilastrini sormontati da capitelli romano-gotici.
Sopra il portale d'ingresso si trov
a un affresco (battesimo di Gesù) del maestro Marcello Tommasi. L'interno conserva l'Assunzione della Vergine, di Pietro da Talada, eccentrico pittore attivo in zona poco dopo la metà del Quattrocento, una predella di Zacchia il Vecchio datata 1525 e un Sant'Antonio abate in marmo attribuito a Niccolò Civitali.
Il pezzo di maggiore rilievo della chiesa è senza dubbio il magnifico organo settecentesco, che, secondo la tradizione, venne trasportato con carri fino al Ponte Stazzemese e poi portato a spalla fino alla chiesa.
Il campanile, costruito fin dal XIV° secolo a pietre quadrilatere del luogo, distrutto dai lucchesi nel 1470, appena ricostruito venne abbellito di campane. Colpito dalle saette, il campanile fu restaurato nel 1587. nuovamente colpita nel 1739, la torre venne rifatta secondo il disegno dell'ingegner Marco Veraci e terminata nel 1749.
Un avvenimento storico di grande importanza ebbe luogo proprio in questa chiesa nel 1255: i rappresentanti di Pisa, della Versilia e della Garfagnana vi giurarono la costituzione di una lega contro Lucca, segnando un momento cruciale per la storia della regione.
Santuario della Madonna del Piastraio
La prima edificazione del Santuario risale intorno all'anno 1000, anche se nei secoli successivi venne ricostruito e infine consacrato nel 1821.
Il santuario è raggiungibile solo a piedi, percorrendo un breve sentiero immerso nella natura o, in alternativa, una suggestiva mulattiera che parte dalla frazione di Mulina.
Circondato dalla quiete del bosco, questo luogo sacro invita al raccoglimento e alla meditazione, offrendo un'atmosfera di pace e spiritualità. È conosciuto come Santuario del Piastraio per la presenza, nella zona, di un’antica cava da cui si estraevano le caratteristiche piastre utilizzate per i tetti delle case montane.
Ogni giorno, gli operai diretti alla cava passavano davanti al santuario, chiedendo alla Madonna protezione e grazia.
In origine, sul luogo dove sorge oggi il santuario si trovava una "marginetta", un’edicola votiva con l'immagine della Madonna del Bell’Amore.
Con il tempo, il dipinto si deteriorò e, nel 1772, Bartolomea Bertocchi, una paesana che si occupava dell’accoglienza dei pellegrini, commissionò al pittore Guglielmo Tommasi una nuova raffigurazione della Madonna con il Bambino.
La devozione mariana al Piastraio crebbe rapidamente, soprattutto in seguito alle grazie ricevute da alcuni pellegrini, e il santuario divenne meta di fedeli che vi lasciarono numerosi ex-voto in segno di riconoscenza.
Dopo un periodo di abbandono, oggi la chiesa è nuovamente visitabile, restituendo ai viandanti questo luogo di preghiera.
La Torre dell'orologio
La torre, alta 15 metri, si erge all'inizio di Via IV Novembre, affacciandosi su Piazza Umberto I, la piazza centrale del paese.
La sua costruzione risale al 1798 e, secondo alcune testimonianze, sarebbe stata finanziata dalla famiglia de’ Medici.
In origine, la torre era dotata esclusivamente di una meridiana, alla quale fu successivamente aggiunto un orologio meccanico, molto simile a quello della Torre di Arnolfo di Cambio, situata su Palazzo Vecchio a Firenze. Questo orologio, con il suo meccanismo originale a pesi e contrappesi, presenta un'unica lancetta che segna le ore.
La struttura si innalza isolata rispetto alle abitazioni circostanti, con un’altezza che varia tra i 5 e gli 8 metri sui lati, a causa della presenza di una casa adiacente.
Il campanile laico, in pietra a vista, conserva due finestre monofore, di cui una occlusa e l’altra con un piccolo foro quadrangolare. Alla sommità, una facciata alta circa due metri è attraversata da un arco che ospita una campana in grado di emettere un suono in Sib4.
Nel corso degli anni, la torre ha subito restauri che hanno interessato anche la copertura: sotto la gronda del tetto, alcune piastre sono state sostituite con materiali nuovi, poiché quelle originali risultavano ormai troppo logorate dal tempo per poter essere recuperate.
Nonostante gli interventi, la struttura conserva intatta la sua imponenza e il suo valore storico, continuando a essere uno degli elementi più caratteristici del paese di Stazzema.
La Chiesa di S. Pietro Apostolo a Retignano
Secondo il Santini, la chiesa di San Pietro Apostolo potrebbe essere stata costruita prima dell’VIII secolo.
Un documento del X secolo la cita come dipendente dalla Pieve di Valdicastello, mentre il Barbacciani Fedeli attribuisce la fondazione della contessa Matilde di Canossa.
Probabilmente divenne parrocchia nei primi anni del XIII secolo e, il 18 luglio 1789, Pio VI la trasferì dalla diocesi di Lucca a quella di Pisa.
La struttura esterna, risalente al XIII secolo, è realizzata in sasso quadrilatero locale, così come il campanile, edificato nel 1616.
L’interno custodisce preziose opere d’arte, tra cui raffinati intagli e sculture rinascimentali, oltre a importanti arredi sacri.
Tra questi spiccano una croce processionale in argento del Quattrocento e un’acquasantiera a calice cinquecentesca della scuola dello Stagi. Accanto alla porta laterale si trovano due altari del Quattrocento e Cinquecento, disposti uno di fronte all’altro, con tabernacoli anch’essi attribuiti alla corrente dello Stagi.
Il battistero ospita un’elegante fonte battesimale.
Ogni tre anni, il Venerdì Santo, a Retignano si tiene la tradizionale luminara di “Gesù Morto”, un suggestivo evento che coinvolge l’intera comunità.
La Chiesa della Madonna delle Grazie a Volegno
In origine, l’edificio era un oratorio dedicato alla Madonna della Pergola, costruito nel 1491 per volere dell’arcivescovo di Lucca.
Un disegno conservato nell’archivio della parrocchia di Pruno mostra il campanile collegato direttamente alla chiesa da un unico corpo di fabbrica, sormontato da una piccola torretta mansardata.
Il campanile originario è andato distrutto, quello attuale risale al 1887.
L’attuale chiesa fu edificata nel 1930 e divenne parrocchia l’8 dicembre 1964, per decreto dell’arcivescovo Ugo Camozzo.
Accanto all’edificio si trova il monumento in marmo "Milite che abbraccia la bandiera", realizzato nel 1974 dallo scultore Aldo Pera, con l’incisione “Volegno ai suoi Caduti” in memoria dei soldati del paese.
La Chiesa dei Santi Clemente e Colombano a Terrinca
La chiesa di Terrinca, edificata nel IX secolo, ha subito numerose trasformazioni nel corso del tempo.
Nel 1599 fu ampliata a tre navate e, successivamente, ristrutturata fino alla sua consacrazione, avvenuta nel 1897.
All’interno, spiccano le sei imponenti colonne monolitiche di marmo versiliese e la raffinata cantoria in breccia policroma.
Alcuni elementi, come i confessionali e il battistero, provengono dalla tradizione tosco-ligure e furono recuperati da una chiesa di Massa andata distrutta.
Di particolare pregio è la pala d’altare seicentesca raffigurante Sant’Antonio Abate.
Gli arredi marmorei del Settecento impreziosiscono ulteriormente l’edificio, tra cui spicca l’elegante altare laterale sinistro, decorato con un paliotto in tarsia e una pala marmorea del 1714, che incornicia una venerata immagine dipinta della Madonna.
Quest’ultima, di recente, è stata restaurata, restituendole il suo antico splendore.
Eventi
Stazzema vanta un ricco calendario di eventi che celebrano le sue tradizioni storiche e culturali, offrendo occasioni imperdibili per residenti e visitatori.
Uno degli appuntamenti più solenni è la commemorazione del 12 agosto a Sant'Anna di Stazzema, in memoria delle vittime dell'eccidio del 1944.
Ogni anno, questa cerimonia richiama numerosi partecipanti, ribadendo l’importanza della memoria storica per la comunità.
Un'altra ricorrenza significativa si tiene l'8 agosto a Farnocchia, dove si ricorda l'incendio del paese avvenuto nel 1944 sempre nel periodo della guerra.
Durante l’anno, le frazioni di Stazzema ospitano sagre, feste patronali e manifestazioni culturali che valorizzano le tradizioni locali.
Nel periodo estivo, il Festival Organistico "La Valle degli Organi" propone una serie di concerti eseguiti da rinomati organisti nelle chiese del territorio, offrendo un’esperienza musicale unica.
Il 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, a Volegno si può assistere a un fenomeno unico: il sole, all'alba, attraversa l’arco naturale del Monte Forato.
Dal 29 giugno al 2 luglio, a Retignano si svolge la Sagra del Tordello, un appuntamento gastronomico imperdibile con tordelli, grigliate, dolci e musica dal vivo.
Sempre per gli amanti dei tordelli, tra luglio e agosto, a Farnocchia si svolge la Sagra del Magnifico Tordello, un evento gastronomico che dura quasi tutta l’estate, offrendo ai visitatori l’opportunità di gustare una delle specialità più amate della zona.
Il 12 e 13 agosto, a Terrinca, il borgo rivive con una suggestiva Festa Medievale, che trasporta i visitatori nel passato tra spettacoli, accampamenti storici, giochi medievali in legno e punti ristoro a tema.
Il primo weekend di agosto, Levigliani si anima con il Wine Art, una grande festa con oltre 100 etichette vinicole, spettacoli dal vivo e piatti tipici della cucina versiliese, mentre il borgo si illumina con fiaccole, candele e giochi di luce.
Il 15 e 16 agosto, a Terrinca, si tiene la Processione di San Rocco, con la tradizionale fiaccolata serale seguita dalla festa patronale; il 29 agosto, invece, a Palagnana, si festeggia San Giovanni.
L’8 settembre si celebra la Festa della Madonna delle Grazie, con processioni serali illuminate da centinaia di lumini, preghiere solenni e la Santa Messa.
Sempre nei mesi estivi, la Sagra di Tutto Po’ richiama buongustai da tutta la Versilia con i celebri "Tordelli della Marisa" e altre specialità locali, offrendo la possibilità di cenare il sabato sera e pranzare la domenica in un’accogliente taverna.
Nei mesi invernali il numero di eventi cala rispetta al periodo estivo: il 5 gennaio a Pruno si tiene la tradizionale Befanata, un evento folcloristico legato all’Epifania.
Un altro momento importante per la comunità è la commemorazione dell’alluvione del 19 giugno 1996, che si tiene ogni anno a Cardoso in ricordo delle vittime di quella tragedia.
Per rimanere aggiornati su tutti gli eventi in programma, è possibile consultare la nostra pagina dedicata.
Stazzema è facilmente raggiungibile dalla costa versiliese e dalle principali città toscane, anche se, essendo un paese di montagna, può richiedere un po' di pianificazione, soprattutto per quanto riguarda i trasporti pubblici.
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Forte dei Marmi-Querceta e Pietrasanta. Si consiglia di scendere alla stazione di Pietrasanta, poiché, attraversando il sottopassaggio della stazione, si raggiunge il terminal degli autobus.
Tuttavia, va considerato che i collegamenti in autobus verso i paesi montani come Stazzema non sono molto frequenti, specialmente in estate quando le scuole sono chiuse.
Anche se ci sono alcuni collegamenti autobus disponibili, è altamente consigliato raggiungere Stazzema in auto per poter esplorare liberamente le frazioni che compongono il comune, come Vallecchia, Campagnatico e Stazzema stessa. Con l'auto, avrai la libertà di scoprire le bellezze naturali in modo del tutto autonomo.
Se viaggi in auto, la posizione montana di Stazzema la rende facilmente raggiungibile in circa 30 minuti dalla costa, soprattutto partendo da Forte dei Marmi.
Per chi arriva in autostrada, l'uscita consigliata è il casello di Versilia. Da qui, segui le indicazioni per Pietrasanta e successivamente per Seravezza. Una volta a Seravezza, prosegui per Ponte Stazzemese, attraversa la frazione di Ruosina, e al bivio, svolta a destra. Da qui, attraversa Ponte Stazzemese e gira nuovamente a destra in direzione Stazzema.
Gli aeroporti più vicini sono quello di Pisa (circa 55 km) e quello di Firenze (circa 115 km).
Stazzema, situata nel cuore delle Alpi Apuane in Toscana, gode di un clima temperato con influenze montane.
Le estati sono generalmente miti, mentre gli inverni possono essere freschi, soprattutto nelle zone più elevate del territorio comunale.
Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l'anno, con picchi nei mesi autunnali e invernali.
Stazzema, situata nel cuore delle Alpi Apuane, presenta un clima temperato di montagna influenzato dalla vicinanza del Mar Tirreno.
Gli inverni sono generalmente freschi, con temperature medie che possono scendere fino a circa +1,6°C nel mese di gennaio, mentre le estati sono miti, con temperature medie che raggiungono circa +18,0°C a luglio.
Le precipitazioni sono abbondanti durante tutto l'anno, con una media annuale che si avvicina ai 2.200 mm, distribuite su circa 102 giorni piovosi. Questi giorni di pioggia sono ridotti nel periodo estivo.
Vuoi sapere il meteo dei prossimi 7 giorni? Per rimanere aggiornato dai un’occhiata alle nostre previsioni.
Stazzema WEATHERL’area di Stazzema fu abitata fin dall’età del ferro e, successivamente, dagli Etruschi, come dimostrano i ritrovamenti di sepolture preromane.
Il documento più antico che menziona queste zone è una carta dell’archivio vescovile di Lucca, datata 776, in cui si fa riferimento all’abitato di Terrinca.
Un altro documento, di poco anteriore, identifica la stessa località con il termine “villa”. Solo nell’871 le fonti archivistiche attestano l’esistenza del castellum di Stazzema.
In questo periodo, il territorio era sotto il dominio dei toparchi di Corvaia e Vallecchia, potenti feudatari di origine longobarda.
Nel 1484, Stazzema si sottomise spontaneamente alla signoria fiorentina, entrando nei domini della famiglia Medici.
Questa scelta si rivelò strategica, garantendo al borgo stabilità politica e benefici derivanti dalle riforme granducali.
Nel Cinquecento, sotto Cosimo I de’ Medici e i suoi successori, vennero potenziate le infrastrutture e migliorati i collegamenti viari, essenziali per il trasporto del marmo verso le città toscane e i porti di imbarco.
Il Seicento fu un periodo di consolidamento economico.
Le cave di marmo, già attive in epoca medievale, conobbero una forte espansione grazie alla crescente richiesta di materiali per le grandi opere architettoniche e scultoree.
I Medici incentivarono l’industria estrattiva introducendo nuove tecniche di lavorazione e affidando la gestione a maestranze specializzate.
Parallelamente, la popolazione continuava a vivere di pastorizia, agricoltura di montagna e sfruttamento dei boschi di castagno, fondamentali per la produzione di legname e farina di castagne, alimenti essenziali per la sussistenza della comunità.
Le tradizioni religiose e popolari continuavano a scandire la vita dei paesani, con festività legate ai cicli agricoli e alla devozione per i santi locali.
In questo contesto si inserisce il Santuario della Madonna del Bell’Amore, edificato nel Seicento, che divenne un punto di riferimento spirituale per gli abitanti della zona e per i pellegrini. Non a caso, l’epigrafe dedicatoria all’ingresso è tradotta in tutte le principali lingue europee.
L’interno del santuario è impreziosito da centinaia di ex voto, e la sua epigrafe dedicatoria, tradotta in tutte le principali lingue europee, testimonia l’importanza che il luogo di culto ebbe nei secoli.
Nel 1737, con la fine della dinastia medicea, il Granducato di Toscana passò sotto il controllo dei Lorena.
Pietro Leopoldo di Lorena, granduca illuminato, avviò una serie di riforme per modernizzare l’amministrazione e l’economia locale.
Nel 1776, accorpò sotto la giurisdizione di Stazzema le comunità minori della zona, rafforzandone il ruolo amministrativo e migliorando la gestione delle risorse. Questo processo portò a una maggiore efficienza nella riscossione dei tributi e nella regolamentazione delle attività produttive.
Fu in questo periodo che imprenditori e tecnici stranieri, come Jean-Baptiste Henraux e Charles Townley, portarono innovazioni nei metodi di estrazione e lavorazione del marmo, rendendo il settore più competitivo e redditizio.
Le cave di Stazzema entrarono così a far parte di un circuito commerciale che collegava la Toscana con le principali corti europee, dove il marmo apuano era molto richiesto per sculture, colonne e decorazioni architettoniche.
Nel 1860, il territorio entrò a far parte del Regno d’Italia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Stazzema divenne teatro di eventi tragici.
Il 12 agosto 1944, nella frazione di Sant'Anna di Stazzema, si verificò un massacro perpetrato da unità naziste delle SS, supportate da collaborazionisti italiani.
Circa 560 civili, inclusi molti bambini, furono uccisi. Questo atto, noto come l'Eccidio di Sant'Anna di Stazzema, rappresenta una delle stragi più gravi della guerra in Italia.
Nel dopoguerra, Stazzema ha ricevuto riconoscimenti per il sacrificio della sua popolazione.
Il comune è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 28 febbraio 1970, onorando il coraggio e la resistenza dimostrati durante il conflitto. Inoltre, figure come Don Fiore Menguzzo e Don Innocenzo Lazzeri sono state decorate per il loro eroismo nel proteggere la comunità.
Negli anni successivi, Stazzema ha promosso la memoria storica attraverso il Parco Nazionale della Pace a Sant'Anna, dedicato alle vittime dell'eccidio e alla promozione dei valori di pace e riconciliazione.
Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano la Privacy Policy e i Termini di Servizio di Google.