chiostro di San Francesco, Pietrasanta, Pietrasanta
Il satiro – come suggerisce Nietzsche ne La nascita della tragedia (1872) e come ricorda Giorgio Colli ne La nascita della filosofia (1975) – potrebbe essere colui che guarda nell'abisso e dice sì alla vita: non alla notte, ma alla sua primavera. I due danzatori sono mossi dall'interno, investiti da gesti simili, adiacenti, simmetrici – una danza che traccia l'aria, ritornando all'embrione del movimento e riconoscendolo come diverso e amico al tempo stesso. Dalle profondità del gesto inscrivono forme di empatia e comprensione, aprendosi a una disposizione musicale. Tra il dionisiaco e l'apollineo, la danza diventa ancora una volta un laboratorio di vita: un atteggiamento vigile e divinatorio, una scienza dell'essere – uno specchio di risonanze e richiami cognitivi.
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