Via Bertelli, Forte dei Marmi
Il progetto della mostra nel rinnovato spazio del Fortino Pietro Leopoldo I di Forte dei Marmi si propone di far conoscere ad un più vasto pubblico la collezione di Seicento napoletano raccolta da Giuseppe De Vito (Portici 1924-Firenze 2015), oggi conservata dalla “Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’arte moderna a Napoli” da lui costituita nel 2011 nella villa di Olmo presso Vaglia (FI) con l’intento di favorire gli studi su questo periodo artistico.
L’esposizione è curata dalla dott.ssa Nadia Bastogi, storica dell’arte specializzata sulla pittura del Seicento, Direttrice scientifica della Fondazione.
Dopo la presentazione di un limitato nucleo di opere nella mostra “Dopo Caravaggio” svoltasi a Prato nel 2019 (chiusa anticipatamente per la pandemia), in rapporto con alcuni dipinti napoletani del museo di Palazzo Pretorio, e sulla scia del successo ottenuto nelle più recenti esposizioni della sola collezione De Vito nei musei francesi Magnin di Digione e Granet di Aix-en-Provence e nel Museo Diocesano di Napoli, si intende presentare per la prima volta in Toscana tale raccolta, unica nel suo genere.
L’esposizione non intende offrire una panoramica esaustiva del Seicento partenopeo ma, grazie ad una vasta scelta di dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, si vuole ripercorrere l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli del Merisi tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, tracciando una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che successivamente si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco. Un racconto del Seicento napoletano visto attraverso le scelte del collezionista, la cui peculiare figura potrà essere approfondita dal visitatore anche attraverso l’esposizione di documenti inediti e altri materiali.
Giuseppe De Vito è stato infatti uno dei maggiori collezionisti di pittura napoletana del Seicento degli ultimi decenni, e ha messo assieme, a partire dagli anni Settanta del Novecento, una straordinaria raccolta di dipinti dei maggiori artisti partenopei – alcuni dei quali riconosciuti capolavori – caratterizzata dalla predilezione per la corrente naturalista, dalla qualità delle scelte, e dall’intreccio con le sue ricerche di studioso.
Essa conserva, fra le altre, opere di Battistello Caracciolo, iniziatore del naturalismo caravaggesco a Napoli, Jusepe de Ribera, Francesco Fracanzano, Paolo Finoglio, Giovanni Battista Ricca e il Maestro degli Annunci ai pastori, sino a Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Micco Spadaro, Bernardo Cavallino, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, non trascurando i maggiori pittori – Mattia Preti e Luca Giordano – protagonisti della svolta di metà Seicento verso il Barocco, ed i maggiori esponenti del genere della natura morta napoletana quali Luca Forte, Paolo Porpora, Giuseppe Recco, Giovanni Battista e Giuseppe Ruoppolo, che ne costituiscono un nucleo altamente rappresentativo.
Per Giuseppe De Vito questa passione non si è limitata alla sola attività di collezionista, ma l’ha portato – grazie anche allo stretto rapporto con Raffaello Causa, Soprintendente a Capodimonte, ed alle relazioni con altri studiosi seicentisti italiani e stranieri – ad affiancare l’organizzazione delle grandi mostre sulla pittura napoletana del Seicento, in particolare tra il 1982 e il 1985, ad avviare sin dal 1974 una propria attività di studio, di ricerca e di pubblicazione scientifica, a fondare nel 1982 un periodico annuale intitolato specificamente “Ricerche sul ‘600 napoletano”, ancora oggi edito, e infine a istituire nel 2011 una Fondazione per la Storia dell’Arte Moderna a Napoli con sede nella sua villa di Vaglia, presso Firenze, con la volontà di conservare e valorizzare la propria collezione e di mettere a disposizione degli studi, in particolare di giovani ricercatori, i libri, le fotografie, i materiali da lui raccolti.
La presentazione della mostra in un territorio come quello della lucchesia che presenta notevoli testimonianze della pittura seicentesca di matrice caravaggesca, a partire dalle opere di Pietro Paolini, Simone del Tintore, Pietro Ricchi e Girolamo Scaglia, aggiunge interesse all’esposizione che, anche attraverso un opportuno programma di iniziative collaterali, potrà favorire nei visitatori la scoperta della pittura caravaggesca locale e stabilire confronti con quella di ambito napoletano.
Dal 27 marzo al 5 aprile
Dal 6 aprile al 31 maggio
N.B! Lunedì 6 aprile la mostra sarà aperta! Le visite guidate partiranno dall’11 aprile!
ULTIMO INGRESSO ORE 18.00
Giugno
ULTIMO INGRESSO ORE 18.30
Luglio – Agosto
N.B! I giorni 27 e 28 agosto la mostra rimarrà chiusa per i festeggiamenti del Santo Patrono.
ULTIMO INGRESSO ORE 22.00
Dall’1 al 27 settembre
ULTIMO INGRESSO ORE 18.00
Tipologie di biglietto
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